Canarie e Italia, tanto lontani e tanto simili…prove di Terroir

Cenatiempo Vini di Ischia Forastera
FORASTERA DI ISCHIA CANTINA CENATIEMPO

Difficile pensare che due luoghi tanto diversi, tanto lontani (circa 5000km n.d.r.), tanto ripieni ognuno delle proprie culture ed enogastronomie assolutamente differenti ed alle volte incompatibili, abbiamo qualcosa in comune.

Isole Canarie ed Italia, due luoghi completamente diversi ma che probabilmente hanno in comune una varietà di uva, un terroir, anche se minimamente, simile. Sto parlando dell’uva Forastera; conosciuta soprattutto in Italia nelle Isole come la splendida Ischia, qualcosa in Sardegna e alcuni ceppi in Campania e Lazio. Coltivata in Italia in una superficie totale di circa 50 ettari e famosa, probabilmente, per la sua resistenza alla Fillossera.

Bodegas Gomeras Islas Canarias
SERENO 2018 FORASTERA 100% ISOLA DELLA GOMERA (CANARIE-ES)

È proprio durante questa guerra biologica alla Fillossera infatti che la Forastera trova spazio al posto del vitigno favoloso Biancolella (comunque salvato dalla Fillossera con portainnesti n.d.r.). La Forastera appare in questo periodo nelle isole Campane e si inizia la sua coltivazione resistente. È un vitigno a bacca bianca, rese elevate e regolari, grande vigoria e resistenza. Nonostante queste caratteristiche, la Forastera non riuscì completamente a sostituire i vitigni presenti a causa della sua sensibilità alle annate, ciò significa avere annate molto buone ed annate molto cattive e quindi un vino non tendenzialmente commerciabile a lungo con profitto e soprattutto, un profitto sempre con un grande punto interrogativo. Il nome Foratsera, sta ad indicare un vitigno non autoctono, che viene da fuori, anche chiamata Forestiera poichè non si sa precisamente da dove sia arrivata in Italia.

Passiamo alle belle e assolate Isole Canarie, Terre vulcaniche degne di fantastiche vacanze e…di grandissime espressioni uniche di Terroir. Una delle Isole Canarie vicina all’isola di Tenerife è l’Isola della Gomera. Qui, dal 1450 a oltre 1000 metri di altitudine, su pendii spazzati dagli alisei e dalle correnti termiche, viene coltivata l’uva Forastera Gomera. Probabilmente autoctona dell’isola, si è salvata ovviamente (come tutte le altre varietà delle isole n.d.r.) dalla Fillossera e ad oggi si continua la sua coltivazione fino a ricoprire quasi il 90% dei terreni vitati dell’isola Gomera. Stesso nome, stesse particolarità in stessi terreni, non solo italiani ma anche nel resto d’Europa. Tuttavia, alcuni studi recenti effettuati su questa uva, dimostrano che le caratteristiche di genoma della vite Gomera siano differenti dalle caratteristiche delle uve omonime che troviamo nel mondo. Sembra che questa piccolissima isola, quasi una montagna in mezzo all’Oceano Atlantico, abbia tra le mani un ceppo unico, una varietà autoctona, primaria e di base con qualità eccellenti de invariate.

Mi piace tantissimo scoprire queste piccole similitudini in latitudini tanto differenti e lontane. Da amante del sud Italia e amante della Forastera di Ischia, non ho potuto far altro che provare questa varietà Isolana Canaria di cui ultimamente si sente molto parlare. Ho quindi scelto, per questo articolo, una bottiglia di Forastera Gomera in purezza lavorata molto semplicemente, con minimi interventi e che mi ha molto colpito. Le similitudini sono tante, ma la maggior parte sono caratteristiche ben definite e differenti. Proviamo il Sereno 2018-Bodegas Alisios (Vallehermoso- La Gomera-ES).

Forastera Gomera 2018 Tenerife Wine DO la Gomera

Questa espressione in purezza di Forastera Gomera 2018, viene dalla cantina Alisios, situata in Vallehermoso, un piccolo paese situato al Nord della piccola isola Gomera sulle pendici del Parco Nazionale di Garajonay, circa 4.000 ettari dichiarati Patrimonio dell’Umanità UNESCO, di gole scoscese ancora quasi incontaminate, un luogo dove la natura e la biodiversità continuano a regnare quasi indisturbate. Qui Bodegas Alisios ha i suoi vigneti di robusta, resistente ma nello stesso tempo sensibile uva Forastera. Il colore è un giallo scarico, molto trasparente con fini sfumature verdi quasi impercettibili, più che giallo è tendente al bianco. Al naso, le caratteristiche della Forastera di fiori di campo e frutta bianca non troppo matura la fanno da padrone.

Fin qui, penso mentre osservo il bicchiere, nulla di nuovo, solamente un colore un po’ più scarico della cugina lontana di Ischia. Muovendo il bicchiere si nota la soffice viscosità molto leggera.

Questo vino, che raggiunge i 13 gradi, regala tutto in bocca. Appena tocca le labbra l’acidità sgrassante e profumata si posiziona ben attaccata alle papille gustative e si nota una salinità molto spiccata, non tanto presente nei vini Italiani della stessa uva. Si nota in bocca una parte speziata e verticale, molto fine, di roccia e pietra salata. Un vino molto equilibrato e molto preciso. Struttura media ma ampio e soprattutto sul finale si sente questo ritorno di fiori e frutta bianca, in bocca ben integrato insieme a un tocco di citrico e di spezie.

Veramente un gran bel Terroir questo ‘Sereno 2018’ di Bodegas Alisios, sorprendente con la sua delicatezza e la sua personalità non troppo invadente. Del resto, si tratta di Terroir; terre vulcanica, molto simile a Ischia, terreni scoscesi con influenze marine, clima mite temperato, nell’Isola Gomera forse un po’ più sub tropicale ma visto che è coltivato in altura, ai piedi del Parco Nazionale, probabilmente i cambi di temperatura repentini lo allontanano dai terroir sub tropicali delle isole Canarie. Sto aspettando di provare le altre elaborazioni di questa cantina e se me lo permetteranno, anche un bell’approfondimento col viticoltore su questa varietà unica e primaria. La madre delle Forastera!

Vi lascio con una frase scritta proprio dietro l’etichetta del ‘Sereno 2018’ che dice:

“Trascinate dagli Alisei, le nubi si attaccano alle forti pendenze dell’isola. Così scaricano l’acqua che calma la sete delle coltivazioni….”

Buena Vida Enolovers!

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