Bonjour Vignerons! Domaine Arnaud Lambert e la valle della Loira

1200 Km di fiume, una delle zone vitivinicole più grandi della Francia, meno blasonata, ormai, del famoso Fine-Burgundy ma non per questo incapace di sfornare prodotti di altissima qualità e soprattutto di altissimo carattere.

Ci sono passato più volte durante i miei viaggi e senza dubbio, la lunga valle della Loira è una di quelle di cui porto i ricordi migliori, insieme a ‘Chateauneuf du Pape’ con i suoi terroir di ciotoli e quarzite spolverati da un clima molto secco. La loira è differente, come in ogni zona della Francia, la Loira per me è la Loira. Premetto che questo articolo è frutto di alcune ricerche in rete e totalmente prodotto dalle cose che so di questa zona e di quello che ho appreso durante i viaggi enologici qui, cercando di assemblare al meglio queste ‘esperienze’ alle schede dei prodotti degustati.

Qui ho assaggiato per la prima volta, qualche anno fa, alcuni uvaggi tipici e a me sconosciuti come il Gamay o il Chenin Blanc, ricercandoli poi in questi anni nelle varie enoteche o on-line, senza che nessun prodotto però mi facesse ritornare a quei sentori così veri, puliti, verticali e quelle sensazioni così fresche e morbide che l’ultimo viaggio in Loira mi aveva lasciato. Forse era la giovane età ma i ricordi di quei sapori erano vivissimi nella mia memoria olfattiva.

La Loira è differente da ‘Chateauneuf du Pape’, qui siamo in una zona che per latitudini ha un clima piuttosto freddo e siamo al limite della sopravvivenza per le specie di uve che si possono incontrare. Forse è proprio per questo che per me Loira è Loira, si parla di limiti, di sopravvivenza, di latitudine, quelle cose che rendono magico un terroir e magiche le bottiglie di alcuni produttori. A causa di questo clima le uve hanno quasi sempre un basso tenore di zuccheri e quindi, di conseguenza, molti dei vini qui prodotti sono con un contenuto alcolico più basso e meno potente dei vini delle altre regioni francesi.

Dagli anni ’90, La Loira è la ‘patria’ dei vini naturali, tantissimi produttori hanno aderito a questa ‘filosofia’ produttiva e chi non ha aderito al ‘total nature’, è in gran parte Biologico o Biodinamico.

Retro Bottiglia di Clos De Midi Bio Domaine Arnaud Lambert

Nel 2000 la zona centrale della Loira è stata dichiarata Patrimonio dell’UNESCO insieme al suo parco naturale regionale, una zona in cui flora e fauna si riproducono nel pieno rispetto di una complessa biodiversità completamente naturale.

Ho ritrovato qui in Spagna, durante questa quarantena, due prodotti di un produttore della amata Loira, precisamente di Brézé, vicinissimo a Saumur e al centro del parco naturale Loire-Anjou Touraine. Non lo conoscevo ma leggendo della sua posizione e dei lavori in regime Biologico/Biodinamico e del grande rispetto per le uve tipiche della regione in cui si trova, nonché la sua filosofia aziendale di ricercare sempre il vero terroir e la autenticità in ogni prodotto, mi hanno incuriosito inmediatamente e così, ho preso inmediatamente due bottiglie e mi sono riinnamorato della Loira.

Domaine Arnaud Lambert dal 2009 è certificato biologico, produce in alcuni ‘Clos’ (parcelle con vigneti qualitativamente migliori rispetto a quelli circostanti, n.d.r.) che sono nelle zone di Saumur, Brézé, Sant Cyr en Bourge e Sanit Just; non per nulla fino a prima dell’arrivo in azienda di Arnaud, figlio del proprietario Yves Lambert, l’azienda era sotto il nome di Domaine Saint Just.

Solo dopo l’arrivo di Arnaud e la sua voglia e passione per ricercare continuamente insieme al padre il terroir e tenere alte le qualità delle varietà della sua zona originaria e dei comuni limitrofi, prese il nome di Domaine Arnaud Lambert.

Ho provato di questo produttore due prodotti veramente eccezionali e spero tanto di poter presto ritornare a viaggiare per visitare personalmente questa fetta di UNESCO che mi ha assolutamente rapito.

CLOS DE MIDI 2018 Biologico AOC SAUMUR a sinistra del fiume Loira nel parco naturale, precisamente il Clos si trova a Saint Just sur Dive; 100% Chenin Blanc, la uva più tipica della zona. Il terreno è sabbioso Calcareo in una delle zone più fredde delle colline, vendemmia manuale, lieviti indigeni e utilizzo principalmente di acciaio, una parte, matura in botti di rovere usate il tutto per 12 mesi.

In questo vino, ho ritrovato le meraviglie di qualcosa che avevo perduto tra le tante bottiglie di Chenin Blanc che ho provato. Un sentore di pietra salata, quella verticalità degna di una zona vellutata e nello stesso tempo così strutturata come la AOC SAUMUR, i fiori e l’erba, la frutta esotica e agrumi; l’acidità spicccata e la morbidezza dovuta alla bottiglia, rendono questo vino un vero viaggio sensoriale a cui spero di ritornare molto presto. Questo vino, così teso, energico e generoso, ha un terroir molto particolare, tipico della zona, regala aromi e sapori unici.

TERRES ROUGES 2018 Biologico AOC SAUMUR CHAMPIGNY 100% Cabernet Franc; zona meridionale sempre nel comune di Saint Just sur Dive, collina di fronte a Brézé in terreno argilloso e calcareo. Qui non abbiamo la prevalenza di sabbia come per il Clos de Midi e il sole regala alle uve tutto il necessario in questa zona più mite. L’uva è raccolta ovviamente a mano, viene diraspata totalmente e fatta fermentare con lieviti autoctoni il 50% in cemento e il restante 50% in botti di rovere usate per 8 mesi. Affinato poi totalmente in acciaio per 6 mesi.

Mi piace la scelta della fermentazione in legno e dell’invecchiamento in acciaio, ha un ché di sperimentale e lascia presagire la naturalezza degli aromi che usciranno da questa bella lavorazione.

Il Terres Rouges è l’essenza del Cabernet Franc, morbido, delicato ma tenace in bocca, sapido e vinoso, resta fresco per tutta la bevuta, la gradazione di 13,5%Vol. dà una struttura che sembra essere la perfetta cornice di un quadro in cui anche la sabbia alluvionale meno presente regala i suoi sentori di fiori e frutta. Un vino molto piacevole, l’acciaio dona freschezza e permette a quegli aromi fragranti di terra bagnata e erba di esprimersi al meglio a mio avviso; un vino favoloso, una uva leggendaria a un rapporto qualità prezzo incredibile.

Dopo questi due bellissimi viaggi sensoriali, fatti ovviamente dal divano di casa e unendo i ricordi della splendida valle della Loira, non mi resta che prendere altre bottiglie di questi vini, lasciarli in cantina per vedere come se la cavano in una ulteriore attesa in bottiglia, soprattutto il Chenin Blanc, legarmi le mani per non berli e sognare il giorno in cui potrò mettere personalmente piede a Domaine Arnaud Lambert e farmi spiegare da lui, tutto quello che mi è sfuggito di questi vini meravigliosi.

DEGUSTAZIONE TERRES ROUGES DOMANIE ARNAUD LAMBERT

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