Incrementi e RI-flessioni: Export del vino italiano nel 2020

Abbiamo festeggiato per tanti anni le belle e rapide crescite, a volte addirittura ingiustificate e quasi senza spiegazione, dell’export di vino Italiano nel mondo. Un mercato che anche nel 2019, con dati alla mano, ha prodotto ben 6 miliardi e mezzo di Euro circa e diretto nel 2019 più ai paesi terzi che alla nostra amata e odiata Europa.

Tuttavia, come scrivevo in un precedente articolo, si riconfermano le incertezze legate all’export e ai buoni risultati in termine di crescita per il 2020. Non parlo solo di dazi americani e virus vari che, senza nessuna opacità, hanno reso la fine dell’anno e l’inizio del 2020 una “amara primavera”. Sembra che a parte questi due problemi, uno dei maggiori problemi sia da ricercare innanzitutto in quanto accaduto nel 2019 e negli anni addietro, nella crescita fatta dal nostro vino quest’anno e un occhiata a quello che ha fatto il resto del mondo negli anni precedenti.

Nel 2019 siamo stati i migliori, per volume di vino venduto ma non altrettanto per crescita del fatturato, ciò significa che vi è stata una importante contrazione dei prezzi del nostro prodotto a fronte di un aumento di volume venduto. Inoltre, proprio quest’anno, regioni come la Napa Valley (da non sottovalutare in termine vitivinicolo) annuncia una vendemmia tanto abbondante e di qualità, da fare invidia a tutti. Infatti, i migliaia di ettari piantati in California e terre sudamericane, inizia a dare i suoi frutti e si prevede un surplus di offerta rispetto alla domanda. Tutto questo si traduce in un forte abbassamento dei costi per il consumatore americano che, probabilmente, sarà anche più portato ad acquistare ed assaggiare il suo territorio.

Da non sottovalutare anche la fetta di mercato dei famosi ‘Millenials’ che non sono formati al consumo di vino e non hanno la passione di degustare vini come quelli a cui siamo abituati (io qui, spero tanto nel naturale e nelle nuove tecniche di coltivazione e nella comunicazione on-line). Una fetta di mercato a cui non si può non pensare e alla quale non ci si può permettere di non rivolgersi e non parlo solo alla comunicazione e al marketing dei produttori ma soprattutto ai nostri vecchi consorzi di tutela…vecchi…

C’è da sperare, ovviamente scherzando e fra i denti, che gli Americani siano bravi quanto noi a valorizzare in alcune zone il proprio territorio…sono ironico ovviamente. Tuttavia, scherzi a parte, sembra che a causa di questo e di nascita di nuove zone vitivinicole come il Marocco (in cui anche tante aziende Italiane figurano come fornitori di servizi e impianti per la viticoltura definendolo un mercato in forte crescita), l’Oceania e il Giappone in cui il mercato e la produzione del vino cresce a ritmo di rumba dal 2017 e seppur qui l’import Europeo si mantiene abbastanza stabile, le regioni giapponesi di produzione e la vasta esperienza acquisita negli anni dai viticoltori, non è certo da sottovalutare.

Staremo a vedere quindi come si evolverà il nostro mercato interno e export nel 2020, come detto tempo addietro in un mio vecchio post, tutto fa pensare ad una lieve flessione, del resto, come dice Conor McGregor, (grande campione indiscusso di MMA) “non si può sempre vincere, a volte si perde”…inoltre, spero che magari potremmo notare una flessione dell’export ma chissà un lieve incremento dei consumi interni, segno che tutti gli eventi di questa “amara primavera” hanno dato agli italiani la voglia di scoprire realmente il loro territorio e di viverlo bevendolo appieno.

FORZA ITALIA!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: