Eno ed Eco Turismo: 5 attività TOP da fare in vigna

Visita a Tasca el Faracho-Tenerife, dove è possibile conoscere e degustare alcuni dei migliori vini spagnoli e canari

È difficile scrivere qualcosa di sensato in momenti come questo, soprattutto per chi, come me, è molto sensibile e preoccupato per l’Italia in questi giorni di lunga attesa e carico psicologico. Tuttavia, credo che una delle cose da fare sia guardare avanti, organizzare mentalmente cosa poter fare una volta finito il tutto e, se queste cose vengono fatte nei nostri territori preferiti vicino ai nostri prodotti preferiti, tanto meglio no?.

Passeggiare in vigna, magari con i produttori, è una delle cose più belle di sempre, il solo pensarci, mi fa tornare una parte di grande tranquillità emotiva e psicologica. La bellezza di un respiro in mezzo ad una vigna assolata e silenziosa è una delle cose più belle che ci sia. Sono sicuro che una delle cose che manca tanto in questo periodo ai miei amici winelovers d’Italia è proprio il potersi muovere per visitare, fare due chiacchiere coi produttori, conoscere e toccare con mano realtà che abbiamo sempre visto e apprezzato sulla nostra tavola o sugli scaffali della nostra enoteca preferita.

Il fenomeno dell’ Eno-turismo infatti, già da dopo il 2000 quando sono nate iniziative come cantine aperte o le ‘strade del vino’, è oltre che un fenomeno, una parte quasi essenziale del fatturato dell’azienda poiché tutto questo muoversi e conoscere da vicino, accorciando la filiera, produce ogni anno qualcosa come 2,5 miliardi di Euro in Italia, essendo sicuramente tra le nazioni più attrattive, con la Toscana in testa.

Una parte immancabile dell’offerta e che distingue la grande azienda commerciale dall’azienda agricola di qualità, giovane, fresca, aperta al pubblico e ben disposta a ricevere visite. Tuttavia la parola Eno-turismo è vasta, rientrano qui un sacco di attività di cui voglio elencare le 5 più belle e innovative e anche un tipo di eno-eco-turismo che qui da noi ancora non è arrivato completamente ma che potrà sicuramente ampliare l’offerta delle cantine per accorciare la filiera e dare valore al territorio ed ai prodotti. Inoltre, credo che dopo questo periodo di Italia ‘blindata’ a causa del Covid-19, saranno sicuramente attività che potranno, almeno in parte, sopperire ai mancati guadagni di questi mesi da parte di molte aziende agricole di qualità, se non tutte le piccole aziende agricole di qualità.

  1. In prima posizione mi sembra una idea stupenda quella di fare Yoga in mezzo al vigneto. Una maniera per stare a contatto con la terra, col prodotto prima della lavorazione, con la calma e la tranquillità che qualche produttore ci lascia immaginare con qualche bellissima fotografia o qualche video in vigna sui social. Il contatto con la natura è senz’altro qualcosa che libera la mente e lascia fluire le energie, il rumore delle foglie, il canto degli uccelli, sapere di essere in mezzo ad un ecosistema vivo, che sorride, piange, vive e muore esattamente come noi. Una maniera stupenda per avvicinarci alla natura, alla vigna e quindi, al vino. Ho notato che in qualche cantina è proprio il produttore a tenere questo tipo di lezioni di Yoga, bellissimo, questa estate sicuramente proverò una di queste giornate in una delle mie cantine preferite. Vi farò sapere!
  1. Secondo posto per il ‘running’ e allenamento in mezzo ai filari. Da appassionato di running mi sento in dovere di citare questa attività adottata da alcune cantine con tanto di degustazioni e punti di ristoro durante il percorso. Una iniziativa fantastica che da modo di allenarsi in mezzo all’aria veramente buona, lasciando da parte lo smog, le nebbie e i vari batteri che si incontrano in inverno o in serate afose nelle città e nei parchi. Poter correre e allenarsi in vigna, magari con saliscendi e un terreno più morbido rispetto all’asfalto, può sicuramente giovare a mente, cuore, polmoni e perchè no, anche al buongusto. Si trovano in rete anche tante manifestazioni sportive per correre in vigna, cercherò di partecipare anche ad alcune di queste. Ci vedremo là! P.S. Se non siete runner, potrete sempre camminare….
  1. Terzo posto arriva dall’oriente, Corea del Sud, dove si sta praticando il turismo sostenibile in aziende agricole biologiche. Da uno studio effettuato, sembra che questo tipo di turismo sia una sorta di ‘sopravvivenza’ e strategia di ‘adattamento vitale’ tra piccole aziende agricole che può aiutare gli agricoltori a mantenere i loro stili di vita rurali e mantenere i loro terreni agricoli, incorporando la produzione alimentare locale, le opportunità ricreative, le strutture ambientali, la conservazione culturale e la gestione del paesaggio. L’agricoltura biologica è considerata una svolta, sia dal punto di vista della sostenibilità che da quello del consumatore. Sempre più richiesta di questi prodotti ed un avvicinamento alla terra e ai territori che producono, in maniera sana e con qualità, sono sicuramente una delle chiavi per poter avvicinare ancora di più i consumatori ad una produzione sostenibile. Un modo di viaggiare e di conoscere realtà nel rispetto nostro, del lavoro e del pianeta. Esistono siti in cui poter anche valutare il grado di eco-sostenibilità di Hotel e strutture ricettive in Italia e agenzie di viaggio che organizzano questo tipo di escursioni “eco-vacanze”. Chiedere per trovare!
  1. Come non citare la bellezza delle cene in vigna, tantissime le cantine che propongono menú e grandi tavolate con luci soffuse in mezzo ai filari, nel rispetto dell’ambiente e con la dovuta educazione, non serve spiegare la bellezza di questo tipo di iniziative che vi lascierà in bocca il sapore del vero, dell’autentico e il cuore pieno di una delicata naturalezza. Ci sono anche gli aperitivi in vigna ed anche quelli, meravigliosi. Cito la azienda Vitivinicola Fangareggi e la Cantina Paltrinieri, provincia di Modena, dove poter gustare ottimo territorio ed un bel Dj set.
  1. Ricordo che qualche anno fa, la cantina Donnafugata, famosissima e che produce prodotti di altissima qualità in Sicilia, celebrò una vendemmia notturna con poesie scritte ed interpretate dal compositore e musicista Nino Errera. Quasi un racconto teatrale, educato, notturno, in un atmosfera più che magica. Credo che queste cose andrebbero coltivate e messe in atto anche in più aziende agricole, offrire una composizione dedicata alla natura, quasi a voler unire ancora di più territorio e consumatore attraverso l’arte. Una bellissima iniziativa. Se ne trovate di simili per favore, fatemelo sapere.

Ecco le mie 5 esperienze preferite che ho fatto e farò una volta arrivata l’estate ed una volta passata questa psicosi, purtroppo molto realistica, del Covid-19. Credo che una delle cose da fare, oltre ad avere tanto buon senso, sia progettare, guardare avanti a quando tutto sarà passato e magari, cercare ed organizzare una di queste bellissime attività a contatto coi nostri territori e prodotti preferiti.

E a voi cosa piace? Conoscete qualche altra attività interessante?

Un caro abbraccio amici Winelovers o meglio…Territory-Lovers!

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