Degustazione vini Envinate: Pura Natura

BOTTE DI UVA DALLA PARCELLA MARGALAGUA E ALTRE PIENE DI ACQUA CAUSA IL POCO RACCOLTO DELL’ANNATA 2019 IN CANTINA ENVINATE TENERIFE

Arrivato finalmente l’atteso momento delle degustazioni dei grandissimi vini di Envinate, devo ammettere che questo ‘viaggio’ tra gli assemblaggi di Envinate Wines, oltre che essere stata una degustazione pensata, ragionata e veramente interessante, è stato molto istruttivo per me e per il mio palato. Ho ritrovato in ogni bottiglia una spiccata e fresca mineralità, dovuta senz’altro al piede franco delle viti ma senza dubbio, anche al terreno che c’è qui e alla sua composizione vulcanica e unica che Roberto Santana mi ha spiegato perfettamente nel mio articolo scritto con lui in cantina.

LEGGI L’ARTICOLO SUL PROGETTO ENVINATE CON ROBERTO SANTANA

Partiamo quindi con questo viaggio, sarà mia cura rispondere alle Vs. eventuali domande, aggiornarvi sull’arrivo di Envinate in Italia e su dove trovarli e anche, completare questo mio viaggio al quale mancano ancora alcune bottiglie….

VIDUENO- Il Vidueño è un progetto di Envinate dedicato esclusivamente alla selezione Americana. Un vino senza nessun solfito aggiunto; quantità pari a 0 e totalmente ‘naturale’.

Proviene da mezzo ettaro di vigneto vecchio a pie’ franco senza nessun tipo di conduzione, totalmente naturale. Uve Listán Blanco e Listán Prieto, raccolte a mano e diraspate e macerate per 15 giorni in vasca aperta. Viene poi trasferito in tre vecchie barriques francesi da 228 litri per 8 mesi su fecce fini senza battonage o aggiunta di SO2. In imbottigliamento non viene effettuata nessuna chiarifica o filtrazione e, ripeto, nessun tipo di aggiunta di SO2.

Il colore è di un rosso pallido con riflessi rosati e arancio, l’altitudine dei vigneti, lo fa apparire meno atlantico e vulcanico della gamma di Envinate, con una trasparenza alta ed aromi tipici dei vini di montagna. Rurale e morbido con tannini appena accentuati e una mineralità equilibrata. Acidità molto fresca, un vino preciso anche se appare scomposto nelle note fruttate e affumicate assieme, evoluziona nella coppa con sentori e sapori differenti che vanno dalla frutta rossa alla frutta bianca fino a toni floreali e salini. Un interessantissima bevuta da due grandissimi uvaggi autoctoni di Tenerife.

PALO BLANCO- Da uve 100% Listán Blanco coltivato in 1,5 ettari a viti intrecciate a 600mslm. La vendemmia viene fatta manualmente in piccole cassette, pressato a grappolo intero e posto a fermentare con le bucce in cemento senza che si verifichino fermentazioni malolattiche.

Passate in due grandi botti provenienti dal Friuli da 2500Lt. Per 10 mesi. Non si effettuano chiarifiche o filtrazioni.

Il Palo Blanco conserva una alta mineralità, un vino bianco vulcanico secco, longevo, pulito e lineare. Equilibrio disarmante e una freschezza che concentra terra e struttura in una bevuta complessa ed elegante.

Ho parlato di questo grande vino anche QUI, se hai voglia di farci un giro…

TAGANAN BLANCO– Una delle cuvée che sicuramente merita un punto di attenzione da parte mia per l’autenticità e la bevibilità di questo fantastico vino di bassa produzione e da rapporto qualità prezzo eccezionale. Innanzitutto, il nome ‘Taganan’ deriva da Taganana, la zona nord dell’isola di Tenerife, nella vecchia lingua dei Guanche (popolo che viveva in Tenerife, autoctono, prima dell’invasione spagnola) Taganan significa “in mezzo alle montagne”. Questa zona è veramente unica al mondo, uno dei pochi luoghi vitati in modo completamente naturale in un paradiso della Biosfera.

Questo bianco è l’insieme di tanti uvaggi autoctoni dell’isola di Tenerife, di cui alcuni non ancora identificati e allo stato selvaggio. La maggioranza di uve sono di varietà Listan Blanco, Albillo Criollo, Marmajuelo, Gual e Malvasia. Ogni uva è coltivata e lavorata separatamente in diverse parcelle con viti fino a 100 anni totalmente a piede franco (come in tutta Tenerife) tra i 100 e i 300 mt. di altitudine. Questo vino è frutto del lavoro di Envinate con 15 famiglie di viticoltori della zona, ognuna con piccole vecchissime vigne. In questa zone, come detto, le viti crescono libere e tendono a scendere dai dirupi in cui crescono verso l’Oceano. Ogni intervento è frutto del lavoro della mano dell’uomo e non vi è nessun intervento automatico e nemmeno aggiunte di prodotti chimici.

Ogni uva è lavorata separatamente, alcune stanno sui lieviti autoctoni e altre lavorate anche sulle fecce in acciaio o piccole botti vecchie per 8 mesi circa. Di colore giallo paglierino acceso con riflessi dorati, abbastanza viscoso, la personalità di questo vino, assemblato, è qualcosa di unico e che ti fa vivere vere emozioni con aromi come il tabacco, la frutta bianca matura, i fiori e la frutta secca. Una leggerissima nota ossidativa corona con grande delicatezza e equilibrio una bevuta incredibile e fresca con spiccate note minerali, dovute anche al pie’ franco oltre che al suolo totalmente vulcanico. Un bianco assolutamente da vivere, degustare, provare ed ogni anno, sarà differente mantenendo questa spiccata personalità naturale degna dei grandi.

MIGAN TINTO- La uva Listán Negro utilizzata per il Migan proviene da due zone di Tenerife con due differenti tipi di suolo e due altitudini diverse.

La prima parte proviene da un terreno prettamente di sabbia vulcanica a 600mslm, questa parcella, chiamata “La Habanera” è coltivata totalmente a viti intrecciate (cordon trenzado) in maniera naturale. Il restante 40% della Listan Negro usata proviene invece da una delle parcelle più vecchie, a 300mslm e con suolo prettamente argilloso.

Entrambe le uve vengono raccolte a mano, fatte fermentare e calpestate separatamente; l’uva proveniente da La Habanera, viene fatta fermentare a grappoli interi, l’altra parte solo alcuni grappoli sono tenuti interi, circa il 15% del raccolto. In cemento inizia la maturazione e in vecchie botti francesi da 228 e 600 lt. per il processo di invecchiamento che durerà per il Migan circa 11 mesi.

Questo vino (doveroso segnalare che ho provato la 2018 e che ogni anno potrebbe avere sentori e colori differenti) è assolutamente delicato, equilibrato, fresco e minerale. La freschezza della mineralità la si ritrova per tutta la bottiglia e le evoluzioni generose ed eleganti di frutta rossa a bacca, note affumicate, tannini fini e una acidità rinfrescante, rendono questo vino fantastico per palati che ricercano l’equilibrio e la linearità.

L’ho trovato differente dagli altri rossi soprattutto come prorompenza di aromi, rimane delicato e dopo la bevuta è comunque intenso e lungo. Una eleganza vulcanica super notevole. Sicuramente qualche anno in bottiglia avrebbe fatto più che bene a questo vino.

BENJE TINTO– Sul Benje tinto, forse uno dei miei preferiti attualmente di Envinate Wines, ho parlato in un articolo dedicato proprio qui: “Benje Tinto 2017, pura armonia con la natura dalle mani del progetto Envinate”

TAGANAN TINTO– Come il Taganan Blanco, anche questo super natural rosso è coltivato in mezzo alle montagne, nella zona nord-est dell’isola (Taganana). Il suolo quasi totalmente vulcanico e, per come si è formata questa zona dell’isola, questo suolo non ha stratificazione ben definita. I pendii estremi in cui si trovano le parcelle in cui sono coltivate le varietà di cui è composto, principalmente Listan Negro, Listan Gaucho e Malvasia nera (più altre non ancora completamente identificate), rendono i lavori in vigna e la vendemmia una vera sfida con la natura.

Questo vino viene fatto fermentare con lieviti autoctoni, il 30% senza pigiatura in vasche di cemento aperte, il restante pigiato; matura per 8 mesi in botti vecchie di rovere francese da 225-500 litri. Non filtrato e non chiarificato.

Il colore è rosso sangue tendente al rame con leggere sfumature viola, appare denso, vellutato e pieno. Al naso si riconosce la naturalezza del vino per i sentori ‘artigianali’ e tradizionali. Spicca la pesca, le spezie e gli agrumi.

Degustazione Taganan Blanco on line italia envinate wine

In bocca è ampio, avvolgente e leggermente tannico. Molto lungo e intenso, una verticalità eccezionale per questo altro grandissimo vino di Envinate. Una curiosità sul Taganan Tinto 2018. Envinate produce questo vino insieme a 15 famiglie di agricoltori della zona sulle loro vecchissime parcelle, un bellissimo progetto di viticoltura collettiva. Probabilmente il vino che più mi ha affascinato, un po’ per la relativa facilità di beva ed un po’ per il terroir fantastico e autentico che porta la annata 2018. Sotto trovi la mia degustazione direttamente dal mio canale YouTube RossviniWines.

BENJE BLANCO- Questo blend bianco non filtrato e non chiarificato, proviene da vecchissime parcelle, quasi selvatiche della zona di Santiago del Teide, a oltre mille metri di altitudine nella zona sud dell’Isola. Le uve utilizzate sono la Listan Prieto (uva rossa) e la Tintilla.

Benje Blanco envinate Wine Italia Degustazione

La raccolta ovviamente manuale delle uve precede una fermentazione per separato delle due varietà, una parte in cemento ed una parte in vasche aperte.

L’uva è pressata e diraspata ma vengono lasciati alcuni raspi verdi di ottima qualità durante la fermentazione. Macera dai 10-30 giorni a seconda della massa e dell’annata. La maturazione avviene poi in botti francesi per 8 mesi senza batonnage e senza aggiunta di SO2. Questo vino ha il carattere prettamente vulcanico ed oceanico dei vini di Tenerife, con la naturalezza con cui è lavorato sin dagli interventi in vigna, rende perfettamente il territorio in cui ci troviamo.

Il colore è giallo acceso con sfumature aranciate, denso e viscoso nel bicchiere. Verticale ed elegantissimo al naso con note affumicate e di fiori. In bocca è molto ampio con una splendida nota ossidativa che lo rende intrigante ed avvolgente. Signori…il Benje Blanco!

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