Che cos’è l’Agricoltura Organica e Rigenerativa?

GRUPPO DEAFAL -AGRICOLTURA ORGANICA E RIGENERATIVA

“Forse non tutti sanno che il 30% dei gas serra immessi nell’atmosfera proviene dall’agricoltura e dalle attività ad essa connesse. I gas serra fanno in modo che sulla Terra ci sia una temperatura che rende possibile la vita. L’aumento della concentrazione dei gas serra nell’ atmosfera sta portando al noto fenomeno del cambiamento climatico”

Matteo Mancini- Agronomo e coordinatore tecnico di Deafal

Finalmente! E dico, finalmente, sono riuscito ad integrare le mie conoscenze in Agricoltura Organica e Rigenerativa con chi, di questo approccio focalizzato sulle esperienze, ne ha fatto il punto cardine del suo lavoro.

Matteo Mancini, agronomo e coordinatore tecnico di Deafal ONG, mi ha spiegato con pazienza e grandissima competenza di che cosa parliamo realmente quando parliamo di Agricoltura Organica e Rigenerativa (AOR) e di come questo insieme di esperienze, possono aiutare e andare incontro al cambio climatico in agricoltura, specialmente in vigneto; di come possiamo rendere le colture e di conseguenza, i prodotti, più autentici, più veri e ovviamente più sostenibili.

CIAO MATTEO E GRAZIE DEL TUO INTERVENTO, SPIEGACI BREVEMENTE, COS’È E COSA FA DEAFAL?

Deafal è una organizzazione non governativa, lavora all’estero su progetti di cooperazione allo sviluppo da circa vent’anni e da 10 anni siamo anche in Italia. Le aree di lavoro sono la Cooperazione allo sviluppo, l‘educazione alla cittadinanza globale dove lavoriamo con le scuole, con gruppi di cittadini e con le “Community Supported Agriculture (CSA)” che sono appunto comunità che supportano l’agricoltura; inoltre c’è il ramo dell’ AOR che è un’area sviluppata in Italia da circa 10 anni a partire da corsi realizzati nel 2010 con dei formatori latino-americani che abbiamo conosciuto durante le nostre esperienze all’estero e che poi, ha preso sempre più piede in Italia e ad oggi ci focalizziamo molto su questo tipo di agricoltura

CHE COS’È L’AGRICOLTURA ORGANICA E RIGENERATIVA?

L’Agricoltura Organica e Rigenerativa è un po’ una sintesi di tante esperienze che il nostro gruppo di tecnici e i nostri maestri, al di là della nostra formazione accademica di base, ha sperimentato in questi decenni. Proveniamo, per così dire, da tre filoni principali i quali sono quello dell’America del Sud dove hanno esperienze agro-ecologiche importantissime e dove sono legati anche a importanti movimenti politici; l’esperienza anglosassone e statunitense che è quella del mondo conosciuto come ‘il mondo della rigenerazione’ e poi la nostra diretta esperienza. Ciascuno di noi ha realizzato lavori, progetti e consulenze in tantissime parti del mondo e riunendo tutto abbiamo portato in Italia questo insieme di esperienze e tutto questo si fonde in un insieme di approcci e visioni che noi abbiamo chiamato Agricoltura Organica e Rigenerativa. Non è un marchio o un etichetta, anche se ultimamente stiamo subodorando che più di un soggetto vorrebbe codificare queste pratiche dentro una certificazione.

Abbiamo elaborato però, anche se non siamo un Brand, una carta dei valori, come le aziende e al primo posto c’è sicuramente la nostra mission: “rigenerare i suoli per rigenerare le società” e da qui, i nostri valori in quanto agricoltura e giustizia sociale, del diritto ad un cibo sano a tutti quanti. L’agricoltura è vista come un mezzo per cambiare lo stato attuale. I 4 principi e valori fondamentali per noi sono rigenerare i suoli, gli ecosistemi, i rapporti tra gli esseri viventi e soprattutto rigenerare la conoscenza. La conoscenza è un asse fondamentale per la crescita.

MATTEO MANCINI DURANTE UNA SUA CONSULENZA IN AZIENDA

AVETE AVUTO UN AUMENTO DI RICHIESTE DALL’ITALIA MOLTO ALTO IN QUESTI ANNI? COME VI PROPONETE ALLE AZIENDE?

Da quando siamo nati direi di sì, dal 2014, anno in cui abbiamo dato il nome AOR ma, già da 10 anni a questa parte, cresciamo in modo costante, anno dopo anno sempre più persone si interessano a questa filosofia. Da quando è uscito il nostro libro abbiamo comunque avuto una grossa diffusione e un grosso aumento di richieste. Noi non ci proponiamo alle aziende agricole, noi cerchiamo di comunicare attraverso i social, il web e i nostri corsi o attraverso il semplice passaparola, le persone ci conoscono grazie a questo. Non andiamo a suonare alle porte delle aziende poiché la proposta che facciamo è una proposta articolata, non di prodotto, non è come la somministrazione di un concime o di un mezzo tecnico, non è una consulenza di vendita ma un muovere in maniera integrata tante parti dell’ Azienda Agricola. Il produttore o i suoi operai sono al centro della nostra proposta e quindi, senza una partecipazione attiva di chi fa realmente agricoltura, la nostra filosofia non funziona. Abbiamo bisogno di una parte attiva, una convinzione da parte dell’azienda. Ad esempio per parlare di viticoltura, non serve fare preparati o trattamenti ai filari se poi non dai un accompagnamento costante alla vite. L’uomo deve esserci e deve essere attivo in vigna e questo, molte volte, gli agricoltori e i vignaioli lo hanno perso. Noi vogliamo e dobbiamo avere le persone in campagna.

COME PUÒ FAR FRONTE O ATTENUARE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO DI CUI, PER FORTUNA, SI SENTE SEMPRE PIÙ SPESSO PARLARE?

Nei confronti del cambio climatico l’ AOR, così come anche altre pratiche di agricoltura è efficace e funzionale nella misura in cui trova le strade per lasciare accumulare il carbonio organico al suolo, senza disperderlo nell’atmosfera. Questa è la parte principale del ‘gioco’, così come attuare pratiche per aumentare il carbonio organico e l’humus nel terreno per sottrarlo a carbonio e Co2 che si disperdono nell’atmosfera.

Saprai che l’agricoltura ad esempio e le sue attività connesse, sono responsabili per il 30% delle emissioni di gas serra nel mondo e noi dobbiamo fare in modo che questi gas siano intrappolati sotto forma di carbonio organico e anche inorganico al suolo e sicuramente sarebbe una risposta molto efficace contro il cambio climatico. Nel mondo abbiamo circa 1 miliardo e 6 di ettari coltivati e circa 3 miliardi e mezzo di pascoli, se riuscissimo a ridare un ruolo centrale alle pratiche agronomiche che stoccano carbonio nel suolo, sicuramente riusciremmo a vederne gli effetti e sottrarre Co2 all’atmosfera.

In questo l’allevamento ed i pascoli liberi sono importantissimi, spesso visti in modo impattante in negativo sul cambio climatico ma questo, è negativo fino a quando confiniamo gli animali in enormi stalle chiuse e produciamo il loro cibo a partire da mais e soia. Se riportiamo gli animali ai pascoli, questi diventano attori importantissimi che contribuiscono a stoccare carbonio nei suoli. Sempre se fatto con tecniche di pascolo specifiche e noi, come AOR, abbiamo in questo tantissimo da dire.

COME CAMBIA L’UVA COLTIVATA IN AOR, SI NOTANO DIFFERENZE NELLA SUA COMPOSIZIONE?

VINI DA AGRICOLTURA ORGANICA RIGENERATIVA ITALIA

È molto difficile spezzettare le qualità dell’uva e attribuirle ad una cosa o ad un altra. Ci sono troppi fattori che concorrono a questo per poter dire che è merito nostro. Tieni conto che come AOR, rispetto ad esempio ad approcci più conosciuti come il biologico, siamo ad un livello di pionierismo quindi, ci sono pochissimi studi sui contenuti dei prodotti. Uno dei nostri progetti, che abbiamo presentato ultimamente ad una fondazione, è proprio andare a studiare questo aspetto. (In foto Elisa Decarli, Agronoma di DEAFAL)

Ci piacerebbe mettere in confronto i prodotti, non solo l’uva ma anche altri prodotti e mettere in relazione la composizione di questi con la composizione del suolo, quindi con il grado di fertilità del suolo.

Qui la letteratura scientifica non ci viene in aiuto. Vogliamo sviluppare una metodologia che ci aiuti a capire quali sono le relazioni tra attività microbiologica (presenza di minerali etc.) e la qualità dei prodotti agricoli che il suolo produce.

QUALI OSTACOLI VEDI OGGI A QUESTO TIPO DI AGRICOLTURA?

La conoscenza. L’ AOR vuole un produttore che sia pedologo, microbiologo, chimico, botanico ed abbia sviluppato tante conoscenze in grado di leggere l’ecosistema di cui fa parte. Niente di più di quello che era l’agricoltore 50 o 60 anni fa e che a volte si ritrova in alcuni anziani. La conoscenza ampia è la nostra chiave e il nostro approccio per capire ed interpretare come le colture reagiscono ed in questo la viticoltura è una di quelle che ha più bisogno di particolari attenzioni sicuramente.

HA DEGLI SVANTAGGI APPLICARE QUESTE TECNICHE E QUESTA CONOSCENZA?

AGRICOLTURA ORGANICA RIGENERATIVA TECNICHE

Certamente, ci sono anche degli svantaggi, se così vogliamo chiamarli, per esempio in viticoltura sicuramente producendo dei corroboranti da spruzzo in azienda, risparmiamo tantissimo sui concimi ma la gestione del sottofila spesso è molto più costosa di un azienda che utilizza diserbanti totali. Andare a gestire meccanicamente con dei vomeri o con delle piccole trince interceppo il costo è senza dubbio più alto rispetto ad una irrorazione totale di diserbante, è necessario un bilancio da parte del produttore, economico e di scelte ed un attento studio di quelli che sono i sotto costi dei prodotti che utilizziamo in campo e del perchè a volte, la gestione meccanica, risulta ugualmente più vantaggiosa rispetto al diserbo chimico. (In foto Anna Morera Perez, biologa di DEAFAL)

COME E DOVE TROVIAMO DEAFAL PER STARE AGGIORNATI SULLE VOSTRE INIZIATIVE E SUI VOSTRI CORSI?

Siamo presenti su Fb (Agricoltura Organica e Rigenerativa) Instagram (@deafalong_aor), twitter ma soprattutto siamo persone, abbiamo una sede a Milano, a Roma, nelle Marche ed un gruppo molto attivo e propositivo in Toscana e cerchiamo di ‘capillarizzarci’ sul territorio grazie a chi crede in questo approccio. Per aiutarci, oltre a pagare il nostro lavoro di consulenza si può donare, ma soprattutto, parlare di noi, partecipare alle nostre giornate formative, realizzare iniziative in azienda. Ad esempio prossimamente lanceremo delle giornate divulgative, credo inizieremo a Orvieto, con una giornata che si chiamerà “Come si fa la Viticoltura Organica e Rigenerativa?” e questa sarà un open day gratuito, in cui racconteremo alle aziende come lavoriamo in vigna; quindi, anche partecipare a questa giornata ci aiuterà tanto, parlate di noi.

LIBRO AGRICOLTURA ORGANICA E RIGENERATIVA, PUÒ ESSERE UN BEL PUNTO DI PARTENZA!! NON TROVI?

DAVVERO INTERESSANTE MATTEO, PER FINIRE CONSIGLIAMI TRE ETICHETTE DA VITICOLTURA ORGANICA E RIGENERATIVA A TUO PARERE OTTIME.

Domanda molto difficile, allora, ti suggerisco vini che ho conosciuto grazie ad una collaborazione con queste aziende e che, personalmente, non conoscevo di una zona a me completamente sconosciuta che è il cesanese. La prima etichetta che vi consiglio è Azienda Agricola l’Avventura col suo Campanino e il Picchiatello, rispettivamente Cesanese e Cesanese Superiore molto molto interessanti. Inoltre ti cito Calanco, un Sangiovese 65% e Cabernet Sauvignon della Tenuta le Velette che mi ha assolutamente sorpreso…ce ne sarebbero tantissimi altri ma ne hai chiesti tre! Se posso, su questo punto faccio una parentesi riguardo nuovamente l’AOR in vigna. Vorrei fosse chiaro che ogni anno, ogni terreno ed ogni condizione, sono per la viticoltura storie differenti. Noi applichiamo l’AOR cercando di interpretare ogni anno le condizioni del vigneto e prendendo i provvedimenti agronomici adeguati alle condizioni dell’anno. Questo lo facciamo senza ricette premeditate, soprattutto grazie all’insegnamento di tanti vignaioli e agricoltori che sono per noi dei maestri ed ogni anno cerchiamo di trovare il giusto incastro tra la gestione del suolo, la concimazione, eventuale apporto di colture di copertura, sovesci etc. L’esperienza e la conoscenza può permetterci di gestire ed interpretare ogni anno al meglio, soprattutto in viticoltura.

Una bellissima chiacchierata quella fatta con Matteo, un approccio al terreno che ritrovo tantissimo tra gli articoli del mio blog e dei vini che più ho amato. Dovremmo renderci conto di quanto è importante valorizzare i territori e le varie annate, al momento di produrre e di nuovo, come scrivo spesso, al momento di assaggiare. Discostarci dai vini standardizzati e andare più a fondo nella nostra passione rendendoci conto che non può esserci un vino senza una interpretazione, non può esserci annata uguale all’altra.

Per restare aggiornati sulle varie giornate, libro, donazioni ed altro riguardo questo progetto, vi lascio sotto i contatti principali dell’ AOR. Li trovate comunque in tutti i maggiori social e non sarà difficile incontrarli

FACEBOOK AGRICOLTURA ORGANICA RIGENERATIVA DEAFAL ONG

INSTAGRAM DEAFAL ONG @deafalong_aor

www.agricolturaorganicarigenerativa.org

Per sapere, aiutare e sostenere !!

Tutte le foto sono state gentilmente fornite, per l’utilizzo su questo blog, da Deafal ONG.

3 pensieri riguardo “Che cos’è l’Agricoltura Organica e Rigenerativa?

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