Il grande progetto ENVINATE si racconta

Inquietudine, voglia di sostenibilità, interpretazione unica, una ricerca introspettiva, soggettiva e minuziosa di antichissimi e naturali terroir; questo è Envinate.

Envinate Wines vini

Mi trovo a Tenerife, la più grande delle sette isole Canarie e mia “seconda casa”. Ho avuto l’enorme piacere di incontrare Roberto Santana, uno dei fantastici 4 non dei fumetti di supereroi ma di Envinate, un progetto che ha portato grandissimo lustro e qualità, nonché sostenibilità, alla viticoltura canaria e spagnola. I fantastici 4 si sono conosciuti presso la Università di Enologia di Alicante e sono Jose Angel Martinez, Alfonso Torrente, Laura Ramos e, appunto, Roberto Santana. Sono loro che danno vita a questa meravigliosa ricerca del vino vero e sostenibile.

Taganan Envinate Wines
Da sinistra José Ángel Martínez, Alfonso Torrente, Laura Ramos, Roberto Santana (Ph. by Estanis Nuñez)

Il progetto si basa sulla coltivazione in modo totalmente sostenibile e rispettoso del terreno, di varietà autoctone in zone geneticamente vocate per far uscire l’espressione del vero terroir della terra e il vero carattere delle varietà. Il progetto si snoda in piccoli appezzamenti in Ribeira Sacra (Galizia), Almansa (una regione al sud est della penisola iberica) e Tenerife.

“Non è la stessa cosa dipingere un paesaggio se lo vedi in fotografia o dipingerlo essendo in mezzo realmente a quel paesaggio, sentirne l’aria ed i profumi, i suoni…”

Roberto Santana-Progetto Envinate Wines

ROBERTO, CHE COS’È ENVINATE?

“Il progetto Envinate è una ricerca e si basa su tre pilastri fondamentali; primo tra tutti il SUOLO su cui lavoriamo. Crediamo sia importantissimo conoscere il suolo, studiarlo, capirlo e tenerlo vivo per permettere alle varietà di esprimersi al meglio. Diversi tipi di suolo danno diverse personalità, questo è estremamente importante. Stiamo continuando a studiare il terreno e serviranno tante generazioni per capirlo fino in fondo. È facile dirlo ma serve molto tempo per questo.

Altro pilastro fondamentale del nostro progetto è il CARATTERE, il carattere lo dà l’annata; calda, umida, fredda, problemi climatici, se tutti gli anni riuscissimo a produrre lo stesso vino, faremmo qualcosa di più simile alla Coca Cola industriale, non ai nostri vini. Il vino ogni anno è diverso, ogni anno ha un carattere ed una personalità che lo rappresenta. Cerchiamo l’uva matura di qualità a partire da un vigneto equilibrato e per essere equilibrato, dobbiamo rispettare il carattere dell’annata che andremo a produrre. Non possiamo vendemmiare sempre nello stesso periodo, se il vigneto non è pronto, solo per avere un prodotto imbottigliato.

Il terzo pilastro importantissimo è l’ ANIMA del vino. Per anima del vino intendiamo la gente che sta a contatto col vigneto. Non è la stessa cosa avere persone che lavorano il vigneto da anni o solamente come ultima risorsa per guadagnarsi uno stipendio, che far lavorare gente che crede nel progetto, nella sostenibilità, una squadra che abbia voglia di sperimentare e fare perché ha passione, come noi. Questo punto per noi è importantissimo, tutto questo si vede riflesso nel vino finito e nell’uva. A noi piace moltissimo lavorare in vigna ma in 4 non possiamo gestire tutte le parcelle e quindi ci avvaliamo di persone giovani, felici di lavorare al nostro progetto e persona felice e ben pagata, dà vita all’anima dei nostri vini.”

Cantina Santiago del Teide Tenerife
Roberto Santana nella cantina di Santiago del Teide Envinate Wines (Ph. by Rossvini Wines)

“Per noi un vino deve possedere questi tre pilastri fondamentali e l’unico modo che abbiamo per rispettare questa filosofia è restare costantemente a contatto col vigneto, col suolo e con la gente che ci lavora. Non è la stessa cosa dipingere un paesaggio se lo vedi in fotografia o dipingerlo essendo in mezzo realmente a quel paesaggio. In cantina iniziamo a dipingere tutti questi valori intervenendo con rispetto e sensibilità massima sulle nostre uve. Noi ci consideriamo agricoltori che interpretano nel massimo rispetto le loro uve, il loro suolo e il loro clima.”

SIETE 4 PROFESSIONISTI, COME VENGONO PRESE LE DICISIONI NEL GRUPPO?

“Un altra importantissima cosa su cui si basa Envinate è che ogni decisione relativa a terreno, anima, qualità, interventi in cantina o in vigneto, vengono prese da tutti noi 4 insieme e di comune accordo. Veniamo dalla stessa università e vediamo le cose allo stesso modo e questo ci aiuta a prendere decisioni tutti insieme. Adesso ci troviamo nella cantina di Tenerife però, i vini che vengono fatti qui, non li faccio solamente io, ogni cosa è decisa da tutti e quattro. Da quando abbiamo creato Envinate nel 2008 tutto è stato deciso insieme e questo è un punto della nostra filosofia che riteniamo essenziale. La vendemmia, ad esempio, la facciamo per assaggio dell’acino e tutti ci spostiamo per provare le uve dei nostri appezzamenti e la decisione di iniziare la vendemmia viene presa da tutti per ogni parcella. Ci conosciamo molto bene ed abbiamo gli stessi valori ed avere decisioni prese da tutti e quattro e da quattro punti di vista diversi, seppur con lo stesso stile di pensiero, è quello che può fare veramente grande il nostro progetto.”

Sono attualmente 42, gli ettari di parcelle geneticamente vocate al terroir e alla naturalezza, lavorati in questo progetto. Envinate sceglie i suoi vigneti in base al suolo e soprattutto in base alle parcelle che piacciono a loro quattro come varietà, posizione e potenzialità. Tenerife è vista da Envinate come un piccolo gioiello con grandissime potenzialità, basti pensare che più della metà dei prodotti di Envinate provengono da Tenerife.

SPIEGAMI UN PO’ IL TERRITORIO QUI A TENERIFE E LE ZONE CHE COLTIVATE VOI.

“È importante dire prima di tutto che i nostri vini provengono da assemblaggi di uve di vigneti differenti, seppur della stessa zona, coltivate e lavorate poi in cantina con vinificazioni diverse e messe insieme prima dell’imbottigliamento. Per questo, abbiamo molti piccoli appezzamenti che poi, confluiscono nello stesso vino.

Importantissimo anche dire che nella piccola Tenerife i suoli sono completamente differenti, insieme al microclima, da una zona all’altra. Ad esempio, la parte nord dell’isola è spesso nuvolosa, piovosa, con gli alisei che soffiano dall’oceano del nord e creano nuvole a altezze tra i 700-900 metri; sotto le nuvole c’è più umidità, il clima è subtropicale, più sali, più l’aria diventa secca e il clima continentale quindi, a seconda di come ti muovi cambia molto anche il vino e l’influenza che terra e clima gli daranno.

Altra cosa importante per capire il terroir e il nostro lavoro sull’isola è la storia.

I conquistatori, Spagnoli e Portoghesi, 5 secoli fa più o meno si fermavano in Tenerife prima di raggiungere l’America, un po’ per rifornirsi visto che è quasi a metà viaggio e inoltre per fare il pieno di schiavi. In questi viaggi portavano barbatelle da Spagna e Portogallo e le piantavano e da qui le portavano poi nelle Americhe.

È interessante anche dire che la parte sud, dove si coltiva principalmente la varietà Listan Prieto, Palomino, Gual etc. sono le stesse genetiche di uve cilene e messicane che da qui, sono state portate in America latina. Con uno studio fatto con l’Università sulla genetica, ad esempio della nostra Listan Prieto, si è visto che il corredo è esattamente lo stesso della Listán presente oggi in Messico e nella bassa California. Inoltre qui da noi non è mai arrivata la Fillossera e non avendo avuto la Fillossera, oltre ad avere viti a pie’ franco è importante sottolineare che i metodi di coltivazione sono esattamente gli stessi del 1400 e che il corredo genetico delle uve coltivate qui è lo stesso da più di 5 secoli e questo è molto importante, nulla ha cambiato da allora, geneticamente parlando.

I metodi di coltura delle viti sono quindi lasciati come quelle che abbiamo ereditato dai conquistatori. La parte nord ha una influenza portoghese (zona 1,2 della mappa principalmente a ‘cordon trenzado’ simile al cordone speronato n.d.r.) mentre la parte sud ha un’influenza prettamente spagnola (zona 3 della mappa colture in ‘vaso’ n.d.r.).”

“Questa mappa è stata fatta da una nostra amica della California che si dedica a studiare i terreni e fa un riassunto piuttosto generale ma dettagliato dei nostri appezzamenti e delle composizioni geologiche dell’isola.”

Qui come ti dicevo, produciamo più della metà dei prodotti del progetto, abbiamo tre zone distinte in cui coltiviamo sull’isola, la zona numero 1, quella da cui è iniziato Envinate, è la zona di Taganana (punta nord dell’isola di Tenerife n.d.r.) da cui produciamo il Taganan rosso e bianco (Margalagua e il Campanario). Qui il suolo non è stratificato come in altre zone dell’isola ma tutto mischiato come se gli strati fossero stati frullati. È davvero unica questa composizione. Inoltre le viti sono lasciate crescere naturalmente in modo selvaggio e tendono a scendere verso il mare.

Nella zona numero 2, La Orotava e Los Realejos, produciamo invece Il Palo Blanco e il Migan, principalmente da varietà Listan Blanco. Qui il suolo è ovviamente sempre vulcanico ma stratificato. Escono vini qui, molto minerali e con un terroir molto riconoscibile a seconda della profondità delle radici, dell’altitudine e della durezza del sottosuolo.

Nella zona numero 3, dove si trova anche la cantina in cui ci troviamo, Santiago del Teide, le coltivazioni sono fatte in ‘Vaso’ e a 1000 metri di altitudine produciamo il Benje rosso e Bianco ed un progetto destinato esclusivamente al mercato americano di un vino con 0 solfiti aggiunti.

Tenerife è una terra relativamente giovane, come si vede nella mappa, il suolo più vecchio è di appena 3, 4 milioni di anni fa. Questo ci da grande potenzialità e vini alle volte molto freschi, minerali dalle note fruttate e di fiori.”

Età dei terreni di Tenerife suddivisi nella mappa per colorazioni

IN PENISOLA IBERICA, GALIZIA E ALMANSA, AVETE PROGETTI ALTRETTANTO INTERESSANTI?

“Assolutamente sì, in Galizia, Ribeira Sacra facciamo i vini Lousas Aldea, Lousas Seoane e Lousas Camiño novo, in Almansa produciamo Albahra con uve di due zone: Garnacha tintorera di Almansa e Moravia Agria proveniente da Navas Jorquera (Manchuela), un piccolo comune rurale nella comunità autonoma di Castilla-La Mancha. Abbiamo ovviamente stessi valori e stessa ricerca del vero e della sostenibilità anche qui.”

Con Roberto, chimico organico, abbiamo deciso di degustare non i vini finiti imbottigliati ma direttamente dalle barrique, contenitori in cemento e da una botte grande importata dal Friuli Venezia Giulia, le varie singole uve in affinamento che verranno poi assemblate e daranno vita alla fantastica selezione Canaria del progetto di Envinate Wines. Ho quindi accompagnato Roberto in quasi 20 assaggi di routine delle varie singole uve in maturazione, controllo che lui effettua ogni 10/15 giorni.

Passeggiando per la cantina, quello che salta subito all’occhio è l’età delle Barrique.

parcella margalagua tenerifewines

VEDO CHE USATE BARRIQUE MOLTO VECCHIE, QUANTI ANNI HANNO?

“Sì, per il nostro progetto usiamo solamente botti dai 6 anni in su più o meno, molte volte le compriamo, le facciamo usare a qualche cantina della zona e poi le ritiriamo usate, questo per apportare il minimo contributo legnoso al vino e lasciare i mosti naturalmente tannici, le uve che lavoriamo sono eccezionali sia dal punto di vista della struttura che dal punto di vista dell’evoluzione e ci teniamo che mantengano il più possibile i caratteri naturali senza snaturarle troppo in legno. Abbiamo solo un Tonneaux nuovo che useremo per un esperimento a breve, tutte le altre botti sono dai sei agli 11 anni più o meno o anche di più”

QUANTO CREDI POSSANO INVECCHIARE QUESTI VINI, AD ESEMPIO LA LISTAN NEGRO E LISTAN PRIETO.

“Tutti gli anni teniamo alcune bottiglie per noi per sperimentazione, così come ogni anno effettuiamo qualche prova in damigiana in vetro con ‘velo flor’ (Lieviti indigeni che creano una cappa sopra la superficie e aiuta l’invecchiamento e la maturazione n.d.r.). Sperimentiamo tanto e credo che a livello di genetica queste uve abbiano vita anche di più di dieci anni in bottiglia, staremo a vedere.”

Ogni botte riporta il nome dell’appezzamento da cui è stata raccolta l’uva corrispondente e assaggiando i vini, ancora in maturazione, si riesce chiaramente a distinguere qualcosa di unico, nativo, antico. Il lavoro di Envinate è molto soggettivo e le sensazioni che danno questi vini credo siano qualcosa di imprescindibile da provare e conoscere per qualsiasi appassionato. Vini veri veramente unici, introspettivi, avvolgenti, tannici ma nello stesso tempo con una mineralità fresca e croccante che lascia intendere ad una evoluzione ancora in corso e che potrebbe veramente rendere grande questo progetto già immenso, aromaticamente parlando. Sono poche le bottiglie prodotte da Envinate, nel 2019 con un annata piuttosto scarsa, la quantità di uva è molto poca ma la qualità sarà altissima secondo Roberto.

Una delle visite più interessanti che abbia mai fatto, sembra di entrare in un laboratorio di geni che creano, sperimentano e studiano costantemente per dare vita a grandissimi prodotti, crudi e autentici, lasciando libera la natura e la fantasia.

Per comodità di lettura, preferisco separare questa visita dalla degustazione dei vini finiti annata 2018 di Envinate Wines, che scriverò prossimamente qui e sui miei social separatamente al momento della degustazione. Amplierò l’articolo coi link dedicati quindi STAY TUNED!

Presto Envinate farà il suo ingresso in Italia, cercherò di tenervi aggiornati sui punti di acquisto che saranno presenti. Sotto, i link alle bottiglie provate.

SCHEDE TECNICHE E E(N)OZIONI PERSONALI DA DEGUSTAZIONE DEI VINI DI ENVINATE (PROGETTO TENERIFE)

L’articolo sulla degustazione è in aggiornamento poichè preferisco prendermi il giusto tempo per assaggiare tutti i vini della gamma prodotti sull’isola di Tenerife.

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