Cantina Scuropasso e i 3 bicchieri fuori dalla DOCG di Fabio Marazzi

Oltrepo’ Pavese

L’accoglienza che si riceve e si respira in cantina Scuropasso è paragonabile alla eleganza e nobiltà d’animo delle meravigliose vallate piene di vigneti che sembra quasi di poter respirare, salendo lungo la Valle Scuropasso, tra Pietra de Giorgi e Rocca de Giorgi, due comuni storici vocati alla produzione di metodo classico italiano.

Una zona, l’Oltrepò pavese, che regala emozioni anche vista sulla cartina, questa forma di un meraviglioso grappolo di Croatina, danno spunto a Fabio Marazzi, proprietario di Scuropasso, di parlarmi del territorio e del Metodo Classico così ombreggiato da grandi nomi, brand ed etichette. La mia visita in cantina era volta a conoscere meglio il metodo ‘solo uva’, anche argomento della tesi di laurea di Flavia, la figlia di Fabio e figlia d’arte di Scuropasso, che sta svolgendo alcune piccole prove, sognando di mettere questo metodo operativo su buona parte delle loro produzioni di MC.

Tuttavia, chiacchierando del più e del meno con Flavia e la sua famiglia di vignaioli, sono uscite talmente tante notizie che mi è difficile relegare in un unico articolo tutto quello che vorrei dire di questa cantina e dei loro vini.

Fabio è una persona decisa, conosce molto bene il suo lavoro, il suo territorio e soprattutto la storia delle bellissime colline dell’Oltrepò e del Metodo Classico, nato anticamente in queste zone per mano di Carlo Gancia a casa del Conte Giorgi di Vistarino con barbatelle provenienti dalla Francia.

Cantina Scuropasso, nasce nel 1962 originariamente di proprietà del padre di Fabio, Federico Marazzi e dello zio paterno Primo Decontardi. Il business dell’azienda in origine è la coltivazione e successiva lavorazione dei mosti e basi spumante per grandi aziende della Franciacorta e delle Langhe, brand noti con cui la collaborazione è durata circa 30 anni. Fabio entra in azienda nel ’88 ed è proprio lui a volersi concentrare sul brand aziendale Roccapietra e sulla valorizzazione delle etichette proprie, già prodotte dagli anni ’70. Una scelta vincente quella di Fabio, una persona elegante e di nobili valori che è certamente riuscito a valorizzare quelli che sono i grandi vitigni dell’Oltrepò pavese tra cui, oltre al Pinot Nero metodo classico, il Riesling Italico, autoctono e da sempre motivo di orgoglio per la zona di Pietra e Rocca de Giorgi.

Le persone come Fabio, spesso si scontrano con ideologie miopi e vecchie, ma lui, sempre in divenire anche grazie all’ingresso in azienda di Flavia, 21 anni e Vignaiola, vede lontano al futuro del suo territorio con il rammarico per il tempo perduto.

Cantina Scuropasso, Fabio Marazzi e Riesling Italico

“Non siamo stati in grado noi in Oltrepò, di portare avanti il nome metodo classico, come hanno fatto ad esempio in Franciacorta con grande successo e professionalità. Questo vale anche per il rifermentato in bottiglia che si faceva negli anni ’50 e ’60, soprattutto di Riesling Italico, nostro vitigno storico ma non sempre valorizzato appieno nelle sue potenzialità; tradizione abbandonata per lasciare spazio all’autoclave, togliendoci così una parte della nostra identità del fondo in bottiglia. Ora si è ripreso a farlo e siamo in grado dopo 50 anni di vedere quello che avevamo perduto.

A proposito di Riesling Italico con nostro grande dispiacere oggi non è consentito distinguerlo in etichetta dal Riesling renano, pur presente sul territorio ma in parte minore.

Noi siamo orgogliosi della nostra tradizione fatta di metodo classico da pinot nero ma anche di quest’altro nobile vitigno. È proprio per questo che, anche grazie all’aiuto di mia figlia Flavia abbiamo deciso di creare quello che oggi è per noi Pienosole”

Fabio, orgoglioso produttore di questo vino, mi parla mentre lo stiamo degustando nella sua prima annata, la 2016, dopo un anno di affinamento in vasca e un anno in bottiglia. Un vino da Flavia e da suo papà voluto, riscoperto e valorizzato e che è stato sinceramente capace di soprendermi.

“Il vitigno diventa patrimonio quando è legato ad un territorio, chi mi dice che questo vitigno non poteva essere il nostro Barbera? Perchè è sempre stato calpestato e utilizzato come uva da grande produzione? Cosa non vera e con questo vino, vogliamo distinguere il vitigno storico e autoctono qual’ è il Riesling Italico e non Renano, le nostre vigne degli anni ’80 ne sono la prova e le porterò alla vecchiaia continuando successivamente a piantare Italico.”

Sono tanti gli argomenti da trattare con una persona come Fabio, vera e onesta e ancora di più capace di raccontare davvero quel Terroir che si respira ovunque in Cantina Scuropasso.

La sala di stoccaggio e riposo dei Metodo classico è costruita sottoterra e ricavata dalle vecchissime vasche in cemento che erano una volta usate per tenere il vino. I corridoi sono stati ricavati tagliando lo spesso cemento delle vasche e lasciate volutamente senza intonaco o pittura ad attestare la giacenza del vino in passato. In alto, sul soffitto delle sale, si notano le botole da cui veniva immesso il vino per l’affinamento.

Una zona che sa di Territorio e Tradizioni e nello stesso tempo di futuro, ora in quelle vecchie vasche riposa il Pas Dosè che tutti dicevano che era inutile fare e che non sarebbe piaciuto ed oggi, l’annata 2013 è orgoglio dell’azienda per i tre bicchieri Gambero Rosso ricevuti. Un metodo classico fuori dalla DOCG, per scelta aziendale.

Un Pas Dosé metodo Classico di Pinot Nero che guarda la sostenibilità, l’innovazione e l’autenticità di un vitigno riscoperto e strettamente legato all’oltrepo’ pavese.

“I tre bicchieri sono un riconoscimento importantissimo al nostro lavoro da sempre incentrato sulla qualità e sulla sostenibilità. Noi ad esempio lavoriamo totalmente in agricoltura biologica ma non lo riportiamo in etichetta; abbiamo anche da anni un impianto fotovoltaico che genera il sufficiente per alimentare la nostra produzione ed anche di più”

Con Flavia, ho visitato anche, in anteprima, la bottaia dove riposa il Buttafuoco Storico di Cantina Scuropasso, uscirà sul mercato quest’anno, nel frattempo abbiamo degustato il Buttafuoco Luna Piena. Un corpo ed una struttura fantastiche, una scala di aromi unica che man mano che il vino respira, regala emozioni fortissime, soprattutto mentre Flavia, Fabio e sua moglie mi regalano queste bellissime chiacchierate.

“Noi commerciamo il vino dove conosciamo chi lo riceve, ci piace la filiera corta, cortissima, abbiamo clienti che sono veri amici e ci piace incontrare gente in cantina perché il nostro vino va raccontato, non solo bevuto, va spiegato e va capito da dove viene e i nostri valori aziendali”

Senza dubbio Fabio Marazzi mi ha regalato alcune ore di autenticità. Una comunicazione cruda, vera, un carattere deciso proprio come i suoi vini e il territorio che raccontano. L’autenticità e i sapori dei vini di cantina Scuropasso sono in grado di annebbiare alcune tra le mie migliori degustazioni, soprattutto col bianco PienoSole (dai filari di Riesling italico), un vino pieno, aromatico, strutturato e che lascia in bocca il sapore della veridicità e della storia raccontata da Fabio. 

Metodo Classico Rosè Cruase Cantina SCuropasso

Una bellissima azienda antica e tuttavia in divenire, Scuropasso, anche grazie alla figlia Flavia con cui i genitori lavorano, imparano e a cui nello stesso tempo trasmettono quella pazienza e quella voglia di qualità, difficile da trovare in generazioni come la sua.

Vi lascio sotto il contatto di questa azienda, una azienda fatta di valori che vale veramente la pena visitare, conoscere e…degustare!

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