Uno scaffale interessante in un supermercato spagnolo: Lambrusco IGT

A poche ore dall’inizio del 2020, anno del 50 esimo anniversario della creazione del Consorzio di Tutela del Lambrusco, girando in un supermercato spagnolo di una famosissima catena della G.D.O. (probabilmente il più famoso in Spagna), ho adocchiato uno scaffale piuttosto raro.

Quello che si vede nell’immagine è un “Lambrusco dell’Emilia” marchiato in etichetta come I.G.T. imbottigliato in Spagna, Navarra e probabilmente qui anche prodotto e coltivato, al modico prezzo di 1,85€ a bottiglia sia per il rosso che per il rosato. L’unica cosa chiara è che è Lambrusco Amabile I.G.T. Senza alcun accenno a nessuna varietà di uve o abbinamenti che possa ricondurlo ad un Lambrusco dell’Emilia.

Ovvio dire che questo vino non ha nulla a che vedere con il mio amatissimo e compaesano Lambrusco e lungi da me incolpare il Consorzio di Tutela per questa svista che già dal 2013 è in vendita in questa catena di supermercati e additata spesso come frode, anche con pagine Facebook dedicate e vari siti (mia breve ma attenta ricerca) anche se tuttavia, sembra essere un marchio registrato dalla cantina produttrice e che imbottiglia e commercia esclusivamente per questa catena di supermercati. Questo, non è comunque il focus di questo articolo in cui vorrei solamente fare una riflessione importante, dal punto di vista comunicativo, sulla situazione di alcuni nostri vini in Spagna e soprattutto, appunto, del Lambrusco.

Siamo conosciuti nel mondo con grandi Barolo, Amarone, Chianti e Supertuscan, rispettatissimi nella penisola iberica per produzioni, gastronomia, marketing e invidiati senz’altro per la quantità di ettolitri prodotta dal nostro bel paese. Oltretutto, due mondi che si stanno unendo sempre di più, con tanti italiani emigrati in Spagna e viceversa, non è più troppo difficile trovare in Italia buoni vini spagnoli e quasi impossibile, in Spagna, non trovare della buona pasta fresca o delle grandi etichette.

È qui che non mi spiego come mai, il Lambrusco, sia rimasto isolato dalle eccellenze, riservato a quel mondo di ‘Pizzas y Pasta’ che sta forse scomparendo e rivolto ad un pubblico che cerca un vino ‘divertido’ (come si legge in etichetta). Addirittura regalato insieme alle pizze da asporto di basso livello nelle serate tipo Halloween o altro. Un prodotto rivolto ad un pubblico formato principalmente da Millennials o da chi vuole bere senza spendere quasi nulla. Mi sembra pericolosissimo far passare questo tipo di comunicazione a questo genere di consumatori.

Non mi spiego come mai in Stati Uniti, Francia, Russia e perfino Cina, il Lambrusco è riconosciuto come un grandissimo prodotto autoctono di una terra che sa il fatto suo. La storia antichissima di questa uva, cantata spesso anche da filosofi, maestri d’arte e compositori nella storia e nei secoli passati, sembra quasi dimenticata di fronte a scaffali e bancali come questo.

Come mai non siamo riusciti a sfondare un mercato così ben disposto come la Spagna e soprattutto una piazza di eccellenze europee così ricca?. Adoro questa terra che anni fa mi ha adottato quasi al pari di quanto riconosca il Lambrusco come parte essenziale della mia crescita personale e professionale. Non riesco a spiegarmi il perchè di questa falla nella nostra “eno-gastro-comunicazione”. Falla al punto da vedere ancora questi scaffali pietosi e soprattutto acquirenti convinti di acquistare Lambrusco dell’Emilia per fine anno in quanto, vino “Divertido”, semplice, che si abbina ad antipasti o pizza.

Lambrusco grasparossa di castelvetro

Il Nostro consorzio di Tutela, lavora duramente per impedire queste “simil-frodi”, se tale ancora si può chiamare questo tipo di scaffale e di prezzo, in 50 anni di consorzio, abbiamo raggiunto premi e riconoscimenti mondiali, come le recenti premiazioni agli “The Champagne & Sparkling Wine World Championships 2019” a Londra e sono certo che continueremo ad informare l’acquirente nel migliore dei modi, cercando di togliere questi succhi che nulla hanno a che vedere con il nome Lambrusco ed iniziare una comunicazione seria, anche in terra iberica, per questa eccellenza. Non per nulla la Spagna nel 2019 è stata uno dei paesi con il maggior consumo di vino negli ultimi 10 anni, è una piazza interessante, bella, al sole e che non possiamo perdere, a mio avviso, per il rinomato marchio storico del lambrusco.

Inoltre, anche in onore dei nostri emigrati in terra spagnola; come me che sento moltissimo la mancanza di un buon bicchiere di Lambrusco secco durante le mie istanze spagnole. Un vino che certo, lungi dall’essere ‘divertido‘ e abbinabile ad antipasti vari o ‘Pizzas’…uno di quei lambruschi veri, autentici, quelli che ti tolgono la voglia di Lambrusco…almeno per una settimana…

Lasciando ai posteri l’ardua sentenza…approfitto per augurare un grande 2020 al nostro Consorzio di Tutela che lavora costantemente per tutelare il nostro prodotto, la nostra terra, le nostre tradizioni e naturalmente a tutti i produttori.

A Presto Amici e buon inizio 2020!

QUI SOTTO, UNA BREVE RACCOLTA DEGLI ARTICOLI SU ALCUNI LAMBRUSCHI, STORIE E CANTINE CHE HO TRATTATO NEL 2019 BUONA LETTURA!

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