Cantina Paltrinieri, dietro le quinte con Giovanni Paltrinieri

Radice di Cantina Paltrinieri in fase di Rifermentazione in bottiglia

Sono nato a Modena, vissuto a Modena e la maggior parte dei miei parenti non si è mai spostata oltre un raggio di circa 5 km dalla mia attuale casa che dista più o meno 2 km dalla torre Ghirlandina. Da modenese, sulla mia tavola fin da bambino, non è mai mancato il Lambrusco. Ma non era proprio un Lambrusco qualsiasi, era il Lambrusco della cantina Paltrinieri Gianfranco di Sorbara (Il Cristo).

Ricordo quanto era bello accompagnare mio nonno a prendere le damigiane e le bottiglie in cantina e quanto era poi divertente e allo stesso tempo delicato imbottigliarlo quando c’era la luna buona e quando non c’era vento (questo del vento non l’ho mai capito ma mia nonna diceva così). Non ero abbastanza appassionato di Lambrusco allora, se non da vedere tutto questo come un week end diverso, in cui avevo l’occasione di stare con mio nonno, paterno e materno. Non un vero e proprio rituale. Per le occasioni di festa, c’erano anche le bottiglie già etichettate e imbottigliate da Paltrinieri.

Potete immaginarvi quindi la mia gioia quando ho conosciuto personalmente, ormai qualche tempo fa, Paltrinieri Alberto in persona ma soprattutto suo figlio, Giovanni Paltrinieri.

Ho passato alcune ore con lui nella sua tenuta e degustando alcuni prodotti che non conoscevo della cantina, ho avuto l’occasione di fare due chiacchiere con questo giovanissimo ma centratissimo ragazzo di 19 anni nonché probabilmente l’erede e il portatore di tutte le mie tradizioni e oltretutto, il nostro incontro arriva a pochi giorni dall’anno del 50 esimo anniversario del Consorzio del Lambrusco, il 2020.

Due chiacchiere dal vivo con chi vedremo probabilmente spesso nei prossimi 50 anni. Il nuovo volto di tante tradizioni modenesi ed emiliane.

Cantina Paltrinieri

Giovanni studia agraria a Milano, viene i Week End o in occasione di qualche fiera importante come Enologica 2019 ad esempio. Ci tiene subito a puntualizzare che i suoi genitori non l’hanno mai spinto ad intraprendere questa strada ed anzi, il suo contatto col mondo mondano di chi è conosciuto in fatto di vino come la sua famiglia, non è stato certo dei migliori.

“Quando ero piccolo non mi piaceva il mestiere che facevano i miei, sai sei abituato a vedere i tuoi amici che il sabato e la domenica stanno con i loro genitori, li vengono a prendere a scuola, escono insieme, i miei genitori erano quasi sempre fuori per delle fiere, con clienti o all’estero. Volevo una famiglia più “normale”, come quella che avevano tutti, non dei genitori costantemente impegnati in vigna o in giro per il mondo.”

Quando le cose hanno iniziato a cambiare Giovanni?

“Hanno iniziato a cambiare quando mio padre, Alberto, mi ha fatto andare con lui all’estero ad alcune fiere, da alcuni importatori o altri viaggi, a me piace moltissimo viaggiare e così, mi sono innamorato di un mestiere che certamente mi da la possibilità di farlo e sono riuscito a vedere oltre al fatto che i miei non erano mai a casa negli anni passati.

Ricordo che una volta, in America, stavamo cenando in un ristorante e mio padre stava parlando con il sommelier che non ci conosceva, quando il sommelier di questo ristorante di lusso ha saputo che eravamo di Sorbara, ha immediatamente collegato la provincia di Modena col Lambrusco e, senza sapere chi fossimo ha detto: ‘Il miglior Lambrusco è quello di Paltrinieri….’ e fu così che il proprietario del ristorante ci presentò successivamente al sommelier. È stato bello e tanto appagante vedere che nel mondo siamo conosciuti, per qualità, sforzi e lavoro. Ho visto quello che mio padre e mia madre costruiscono quando non sono a casa. Detto questo non so se un domani ci sarò io a gestire le cose, come detto, i miei genitori non mi hanno mai messo la minima pressione quindi, potrei finire a fare qualsiasi altro mestiere o qui, ma magari il garzone….”.

Ascoltando Giovanni parlare non credo proprio che farà il garzone in casa Paltrinieri anzi, l’amore che ha per questa cantina, la sua, e il grandissimo rispetto per il lavoro di suo padre e prima ancora di suo nonno e ancora, del bisnonno Achille, mette perfettamente in chiaro quale sarà il suo percorso. Almeno dal mio punto di vista.

Dopo avermi fatto fare un bellissimo giro in cantina dalla zona di pigiatura e diraspatura fino alla linea di imbottigliamento e etichettatura, dove i macchinari all’avanguardia che utilizzano, mantengono altissima la qualità del prodotto, arriviamo in una zona meravigliosa e importantissima, dove riposa il Metodo Classico e dove il famoso Radice, effettua la sua rifermentazione in bottiglia.

“Radice è il nome che abbiamo scelto per il rifermentato in bottiglia da uve Lambrusco Sorbara in purezza. Ci è sembrato giusto chiamarlo così perchè mio nonno non ce l’aveva l’autoclave e quindi cerchiamo di ricordare la vecchia metodologia di produzione del Lambrusco e le sue radici con questo nome. Adesso poi, sull’onda della moda di questi vini, con questo nome cerchiamo anche di identificarci come la Radice di questo tipo di Lambrusco, curandone al massimo anche la qualità e la bevibilità, il legame con la nostra zona del Cristo, l’originale insomma.”

Radice credo sia il vino ‘leggendario’ attualmente della gamma del papà di Giovanni. A dimostrarlo, i tantissimi premi presi e l’orgoglio nel parlare di questa fantastica etichetta. In etichetta l’appezzamento di Paltrinieri, da cui si produce nella zona storica del Cristo di Sorbara, tra il Secchia e il fiume Panaro.

“Radice è senza dubbio il mio vino preferito, un vino che cambia mentre lo bevi, evoluziona, ha una capacità di invecchiamento veramente notevole per essere un Sorbara; molti lo agitano e mischiano i fondi e allora il vino lo bevi tutto uguale, a me invece piace berlo così, mentre cambia.” Hai ragione Giovanni Radice è un grande vino!

Giovanni mi fa notare, rientrando nella grande sala degustazioni, le due prime etichette dell’azienda tra cui l’etichetta gialla che io, conosco molto bene e che ho sempre visto da bambino a casa dei miei nonni per le grandi occasioni, Giovanni lo chiama FNB: Fermentato Naturalmente in Bottiglia.

Prime etichette storiche di Cantina Paltrinieri

Tra la linea di Paltrinieri, sicuramente merita attenzione anche il buonissimo Metodo Classico, il Grosso, inoltre ho provato insieme a Giovanni LaRiserva e il Sant’Agata.

LaRiserva è una evoluzione in purezza di Leclisse, buonissimo Lambrusco Sorbara di Paltrinieri. Chiamato così poiché come un eclisse, si fa bene solo in alcune particolari annate.

Di questi vini, oltre al gusto e alla grandissima freschezza e bevibilità ma nello stesso tempo un corpo ed una struttura veramente profumata e notevole, mi hanno incuriosito moltissimo le etichette.

In particolare, Leclisse e LaRiserva, sono le uniche non pensate e disegnate dall’artista di Paltrinieri e la storia è molto affascinante. Suo padre regalò a sua madre anni fa, un quadro che le piaceva moltissimo, in questo quadro era raffigurata un’eclisse e da qui, la decisione di unire nome e quadro nell’etichetta, un po’ rivisitata per le due versioni LaRiserva e Leclisse. Le altre hanno una storia ancora più affascinante.

Etichette Lambrusco Paltrinieri Modena – Sorbara

“Mio padre ha una sorella che fa la missionaria in Colombia, è stata anni in Colombia ed un giorno, al suo rifugio arriva in visita un pittore. Chiacchierando del più e del meno con questo artista, scoprono che entrambi provengono dalla provincia di Modena e così la sorella di mio padre dice a questo artista che una volta rientrato in Italia deve assolutamente andare a conoscere suo fratello che fa vino a Sorbara. Così fu, dopo qualche tempo questo artista si presenta a casa Paltrinieri, entra subito in sintonia con mio padre e prima che se ne vada mio padre gli regala alcune bottiglie di vino. Non si è più saputo nulla per un po’ di questo artista quando un giorno si ripresenta e dice a mio padre: ‘Alberto, i tuoi vini sono ottimi, però li vesti di merda’, dopo la sincerità dell’artista, si sono messi a lavorare insieme e lui ci ha disegnato tutte le etichette a parte Leclisse e LaRiserva”.

Ha disegnato tutte le etichette come quella del vino che stiamo assaggiando, il Sant’Agata, patrona di Sorbara. Nell’etichetta, sono raffigurati i metodi con cui è stata uccisa martire Sant’Agata…la storia cercatela su internet, a me, ha fatto un po’ impressione. Anche il vino non è stato da meno, un colore particolarissimo e un blend fresco e possente di Sorbara e Salamino. L’etichetta del Grosso invece, il metodo classico, è la raffigurazione del Grosso, antica moneta preziosa modenese.

Giovanni è quel tipo di persona che ha assorbito e vissuto con grande enfasi e grande coinvolgimento le esperienze di questa storica cantina modenese, si vede che ha vissuto a contatto con grandi lavoratori e non si monta la testa per niente anche se, i complimenti e i riconoscimenti, gli fanno senza dubbio piacere. Mi ha raccontato una storia per ogni cosa, ho pensato che ha amato il Lambrusco forse molto più di me ed anche se ci separano la bellezza di quasi 20 anni, è una persona cresciuta con i valori di una volta ma nello stesso tempo, la cognizione di poter fare di più grazie all’epoca in cui si trova. Non parlo solo di digitale o di comunicazione, parlo anche del fatto che siamo quasi riusciti ad azzerare le distanze, in 50 anni di Consorzio del Lambrusco, il mondo è cambiato rapidissimo e senz’altro il mondo del vino ma, se lasciamo cantine storiche come questa in mano a persone come Giovanni, coi suoi valori e la sua formazione e voglia di imparare, forse, il nostro territorio sarà al ‘sicuro’ per altri 50 anni. Complimenti Giovanni!!

Inizialmente avevo l’idea di scrivere di Alberto Paltrinieri, del resto, dopo aver passato qualche ora con Giovanni, lascio questo articolo denso di storie, ricordi e la vita di un giovane amante del Lambrusco e della sua terra. Volutamente non ho scritto tecnicità dei vini poiché è difficile raccontare i vini pluripremiati di Paltrinieri e non ha tanto bisogno di schede tecniche fatte da me, credo forse sia più importante mostrare quello che Giovanni è: il futuro dell’azienda? Non lo sappiamo, in ogni caso, una grande persona in continua formazione che renderà giustizia come suo padre e sua madre a questo mondo così grande, in evoluzione, ma comunque, sempre legato alle sue…Radici.

4 pensieri riguardo “Cantina Paltrinieri, dietro le quinte con Giovanni Paltrinieri

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: