Vino sottomarino e terrestre, Troviamo le differenze insieme!

Vino sottomarino

Vino naturale, vegano, biologico, metodo Solo Uva, Sur lie, alchemico e rifermentazioni in bottiglia ma, in mezzo a tutte queste tendenze o test, come dimenticare il vino “sottomarino”?.

Lo scopo di questo articolo vuole essere di mero raccoglitore di informazioni e domande di varie persone. Spero quindi nella Vs. collaborazione un po’ per saperne di più su produttori italiani e esteri che ricorrono a questo affinamento, un po’ per conoscere quanto mercato effettivamente abbiano queste bottiglie così…’particolari’ e se effettivamente incontrino un gusto dei winelovers per poi stilare coi vostri riscontri e esperienze un articolo su questa tipologia di vini.

La prima volta che ne ho sentito parlare è stato circa 7 anni fa quando, in Sardegna, hanno iniziato a sperimentare l’affinamento delle bottiglie immerse in mare dai 6 ai 18 mesi a 25-40 metri di profondità.

Molto bello, pittoresco e senza dubbio “naturale” ma sinceramente mi sono sempre chiesto se è davvero presente poi, nel vino, questo apporto dato dall’acqua marina e dalla profondità in così relativamente poco tempo. Effettivamente, 6 mesi, non sembrano tanti per chi è abituato al paziente lavoro e alla paziente attesa di una vendemmia. Tuttavia, sembra che il mare doni ai vini qualcosa di più. L’assenza di ossigeno, il moto delle correnti marine e la costante temperatura in profondità, sembrano giocare un ruolo fondamentale nell’affinamento. Così, quando in rare occasioni ne ho avuto la possibilità, ho assaggiato per pura curiosità. Non scriverò in questo articolo (di sola raccolta informazioni) le mie impressioni a riguardo.

Una tra i primi a tentare questo tipo di invecchiamento fu appunto la cantina Sarda di Santa Maria la Palma, Cooperativa di viticoltori che ha provato ad immergere nelle acque adiacenti a Capo Caccia-Isola Piana(Alghero), lo spumante Vermentino Sardegna DOC; ben 700 bottiglie chiuse in una gabbia metallica e immerse tra i 30 e i 40 metri.

Ad un comunicatore attento, il ‘Marketing’ è dietro l’angolo ma anche una connotazione Green ha dato il via a questi test. Il risparmio notevole per le celle frigorifere, la minore emissione di Co2, l’affinamento a contatto con la purezza assoluta della natura (almeno tale dovrebbe essere la profondità marina) e l’integrare le bottiglie in un habitat del tutto nuovo e naturale, ha chiamato immediatamente l’attenzione di enologi e appassionati e su questi punti, devo dire che sono perfettamente d’accordo.

Tuttavia, pur ritenendo che 6 o 12 mesi siano un tempo sufficiente a far evoluzionare la maggior parte dei vini (in ambiente terra), non sono altrettanto sicuro della differenza apprezzabile che si possa ottenere mettendo la bottiglia sott’acqua per lo stesso tempo.

Forse molti amanti e curiosi come me di questa tipologia di vini si sono dimenticati la storia della nave affondata e poi ritrovata nel 2010 da alcuni sommozzatori. In questa nave furono ritrovate bottiglie contenenti vino dolce ancora perfettamente bevibile dal 1840. Erano bottiglie di tutto rispetto, parliamo tra le altre di Champagne Heidsieck e Juglar. Il mare e il tempo in questione, sembra quindi che abbiano mantenuto quasi perfettamente le caratteristiche del vino dell’epoca. Da qui e da questi brand, sono partite alcune sperimentazioni che toricamente si concluderanno tra circa 50 anni o poco meno. L’idea è di lasciare il vino nelle profondità per 50 anni appunto e verificarne le qualità organolettiche e gustative. Non 6 o 18 mesi, parliamo di 50 anni.

Il discorso Champagne o Metodo Classico, si discosta un poco a mio avviso da tutte le altre tipologie messe sui fondali. Qui abbiamo un importante discorso di perlage e di finezza che a 6 atmosfere, potrebbe andare perduto durante l’invecchiamento in cantina tradizionale.

E quindi, dopo queste brevi riflessioni, ecco tre delle domande che ho sentito più spesso e che sono anche le mie personali a cui spero di poter rispondere anche grazie al vostro aiuto. “Ma i vini cambiano davvero sott’acqua? Sono veramente in grado di evolvere in modo differente tra aria e terra in 6/12/18 mesi, o solamente si ‘conservano’? Non sarà solo l’impazienza di mettere sul mercato una nuova linea di prodotto per “curiosi” con un bottiglia degna di foto?

Bodega la Haya Submarino 6 meses

Ho sempre pensato che sarebbe davvero interessante avere un confronto tra i vini affinati in terra e provarli dopo invece 6 mesi sott’acqua, non trovate? Oltretutto so che in Spagna, da poco, è possibile proprio una degustazione di bottiglie sottomarine e le complementari terrestri.

Quando mi sono spostato in Canarie, nel 2014, ho scoperto che anche lí si erano dati da fare per testare alcuni affinamenti sul fondo dell’oceano. Ho una carissima amica, commerciale di ‘Bodega la Haya’ del nord di Tenerife i cui vini, sono stati fatti affinare sotto il mare e quindi, ho finalmente avuto grazie a lei l’opportunità di degustare alcune vendemmie di terra e di mare (6 mesi di immersione) della stessa tipologia e anno.

Afrutado bodega la haya 6 meses submarino Bodega submarina de canarias

Bellissima la condizione della bottiglia, visibilmente attaccata da conchiglie e quant’altro, l’etichetta molto rustica e quasi totalmente cancellata, abbiamo finalmente degustato questi vini canari metà di terra e metà di oceano.

Una sola tipologia confrontata però, non mi permette di dare giudizi o fare recensioni…

Vorrei darvi alcuni spunti di bottiglie italiane e spagnole che ho assaggiato e che mi hanno molto stupito, tutte affinate sui fondali marini. Sinceramente spero di ampliare la lista.

Tenuta del Paguro: Italia https://www.tenutadelpaguro.com/index.php?action=pspagina&idPSPagina=3

Cantina Bisson: Italia interessante soprattutto perché affinano metodo classico nelle profondità marine http://www.bissonvini.it/lo-spumante-sommerso

Cantina Santa Maria La Palma (Alghero): Appunto, vermentino Spumante DOC https://www.santamarialapalma.it/i-prodotti/

Bodega la Haya: Tenerife, Canary Islands (España) Instagram @BodegaLaHaya Molto interessante oltre che per le varietà autoctone di uve di Tenerife lavorate in bianco, ha appena messo sul mercato un prodotto affinato ben 20 mesi sul fondale oceanico.

Bodega Lo Her: Tenerife, Canary Islands (España) Instagram @Bodega_Loher

Ve ne sono ovviamente tante altre, queste, sono quelle assaggiate da me in prima persona, spero grazie a Voi di ampliare appunto la mia lista e le mie conoscenze a riguardo e parlarne in un articolo tutti insieme, citando Vs. nome o nickname se vorrete e dare la vostra voce e la vostra esperienza a questo post con le vostre degustazioni, differenze tra aria e mare e nomi di produttori. Grazie!!

Se volete lasciate direttamente il Vs.commento/impressioni/nome produttore o se preferite scrivetemi in mail a: rossvinicanarias@gmail.com

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