Il Wine Broker! La Professione e i Mercati con Mihaela Cojocaru

Sono sempre stato affascinato dalla vendita, dalla comunicazione e ancor di più da tutte quelle figure che stanno dietro il mercato che vediamo tutti i giorni, come lo scaffale del supermercato o la carta dei vini al ristorante. Un mercato, quello del vino, che solo nell’export muove qualcosa come 7 Miliardi di Euro circa (dato del 2018) e in cui lavorano attivamente circa 2000 imprese industriali posizionando il nostro vino sul podio delle esportazioni seguito dal francese.

Un mercato imprescindibile che oltre a portare nei ristoranti e sulle nostre tavole vini di ogni dove e di ogni cantina e tipologia, sposta bancali di Hl. in giro per il globo.

Sono sempre stato affascinato e anche fortunato di poterci mettere il mio zampino, da quello che sta dietro le quinte di tutto questo. Negoziazioni, speranze, sconfitte, contratti e trasporti via mare e aria, oltre che via terra.

Sono quindi veramente orgoglioso di portare sul mio blog una professionista come Mihaela Cojocaru, giovane Wine Broker in rapida crescita in una sua società di brokeraggio e intermediazione. Lascio la parola a Mihaela che, gentilissima, mi ha accompagnato a scoprire di più su questa affascinante professione e su questo mercato alla continua ricerca del trend.

Cosa fa e come si diventa WineBroker?
Mihaela Cojocaru Wine Broker

MIHAELA, COME HAI INIZIATO IL LUNGO VIAGGIO VERSO LA PROFESSIONE DI WINE BROKER?

Ciao Francesco, sono contenta di poter condividere con te ed i tuoi lettori la mia storia. Tutto è iniziato nel 2007 quando sono stata assunta come segretaria in una azienda vinicola pugliese. Da subito mi sono innamorata del settore, prima bevevo il vino ma dopo quell’anno ho solo assaggiato tanto e molte volte perché dovevo per lavoro 🙂 Adoro il nostro mondo perché si tratta di creare rapporti di lunga durata, basati sulla fiducia reciproca con il cliente/ importatore. È sempre tutto in movimento, ogni giorno e’ diverso. Me ne sono innamorata.

RACCONTAMI LA TUA CARRIERA NEL COMMERCIO E LE EVENTUALI ASPETTATIVE PER IL FUTURO

Nel 2010 ho iniziato la mia preparazione tecnica a partire dal corso di sommelier Ais. Mi ha aperto un mondo di sapori e aromi e ha acceso in me la voglia di sapere sempre di più. Nel 2014 ho avuto la fortuna di scoprire i corsi WSET (Wine and Spirits Education Trust) e da li è stato un crescendo. Basta dire che nel 2019 sto per finire il loro DipWset (L4), sono un’Educatrice per i livelli 1&2 che svolgo in Puglia e Friuli. È un mondo bellissimo e spero di coronare il mio sogno di diventare MW un giorno. (Master Wine n.d.r.)

Nel gennaio del 2016 sono diventata broker aprendo la mia agenzia di intermediazione. Aldilà di mettere in contatto le cantine italiane con importatori di tutto il mondo. All’epoca svolgevo anche altre attività parallele di traduzione schede, visite turistiche, corsi WSET. Mi è sempre piaciuto vivere il vino a 360 gradi.

Da Instagram di Mihaela @mihaelawineblog
Mihaela sui Mercati Asiatici del Vino @mihaelawineblog

L’anno seguente ho avuto la fortuna di iniziare la collaborazione con Brandland srl, una nota agenzia di Trieste, specializzata sull’Asia. Sono stati 2 anni bellissimi, pieni di viaggi nella maggior parte dei mercati asiatici che mi hanno dato una prospettiva nuova e approfondita su questa parte del mondo.

Mi piace vivere il mondo del vino in tutte le sue sfaccettature e non ti nego che vorrei nel futuro aprirmi una mia azienda di importazione, magari vini rumeni e dell’est Europa in generale, vini che per adesso sono meno reperibili in Italia.

COSA SIGNIFICA OGGI, ESSERE UN WINE BROKER E INVESTIRE IN UN VINO?

Noi mettiamo in contatto i produttori con i clienti/importatori percependo una commissione.

Di solito investono nei vini i collezionisti. Sono loro che acquistano i vini “en primeur”, li invecchiano per poi rivenderli quando sono pronti per la beva oppure quando sono fuori mercato e acquistano valore in quanto, ne rimangono poche bottiglie. Non è una cosa che facciamo noi, Agenti/ Broker, noi vendiamo prodotti che sono attualmente in commercio.

Devo ammettere che essere un agente/ broker e lavorare con nuovi mercati emergenti può essere una ricchezza ed una condanna nello stesso tempo. I tempi di contrattazione sono sempre lunghi e ci vuole passione e tanta pazienza per arrivare ai risultati. Diciamo che qui ho imparato l’arte della resilienza 🙂

FARE IL BROKER DI VINI PREGIATI È SECONDO TE UN MESTIERE REMUNERATIVO?

Secondo me può esserlo, ma bisogna essere molto preparati e anticipare sempre le tendenze, l’evoluzione di un’annata per comprenderne il potenziale. Una volta finito il Diploma WSET è questa una delle sfaccettature del nostro mondo che mi piacerebbe approfondire, vini pregiati e da collezione.

QUALI SONO I SITI O I PORTALI DI RIFERIMENTO PER ANTICIPARE LE TENDENZE E DECIFRARE IL MERCATO CHE UTILIZZI?

Mi tengo aggiornata leggendo costantemente libri, riviste, blog e seguendo i personaggi del settore per sapere le nuove tendenze e gli sviluppi. La mia presenza continua nei vari mercati asiatici mi da la possibilità di parlare direttamente con i maggiori player del settore e capire quali sono le loro aspettative, le richieste del mercato, ecc. ogni paese è diverso e ha un palato differente pertanto, secondo me c’è spazio per tutti, bisogna solo esserci ed un pizzico di fortuna che non guasta mai.

I VINI MIGLIORI CHE HAI ‘BROKERATO’?

Io lavoro con piccole realtà italiane che hanno bisogno di una figura come la mia per l’esportazione. Se devo pensare ai vini più pregiati che ho venduto, tra loro posso contare qualche Amarone, degli ottimi Barolo, Brunello di Montalcino oppure dei Super Tuscan, Etna Rosso da vigne vecchie di oltre 100 anni….

Foto da @mihaelawineblog

TRE ETICHETTE DA TENERE D’OCCHIO NEL 2020?

Secondo me il vino è molto soggettivo e ci sono tante varianti ad influenzare la scelta finale di un cliente per stabilire un vero e proprio trend. Personalmente sono molto affezionata, e si vende molto bene in Asia, al Primitivo di Manduria DOC , un must a tutti gli eventi non importa l’etichetta; adoro il Lacrima di Moro “Orgiolo” della cantina Marotti Campi nelle Marche, un vino che riscontra molto successo in Asia, anche se più difficile da vendere è un vino su quale punto per il 2020; l’Ottolustri un vino botritizzato della cantina Roncsoreli in Friuli, un bianco potente, carico di profumi, lungo e che mi regala emozioni pure.

HAI DETTO POCO FA CHE OGNI PAESE HA IL SUO PALATO, FACCI QUALCHE ESEMPIO

Ho avuto la fortuna di viaggiare e ancor più di degustare, imparando che il mondo del vino è una continua sorpresa. Più di tutto ho compreso che non esiste un rapporto chiaro tra prezzo e qualità, ci sono molti vini deliziosi a buon mercato e centinaia di bottiglie costosissime che non valgono la spesa!

Inoltre, per essere vincenti sui vari mercati internazionali si deve tener conto, appunto, delle preferenze attuali di ciascuno di loro. Per esempio, ad oggi il Vietnam, Indonesia e Filippine sono paesi che prediligono i rossi, corposi, con un’alta gradazione alcolica e un buon residuo zuccherino, packaging importante e bottiglie ‘pesanti’. Dall’altro canto c’è il Giappone che va a cercare le chicche ed i vini più locali ed autentici possibile. La Corea e la Malaysia sono paesi con un palato che si sta raffinando e ho richieste di vini sempre più secchi, meno corposi, stanno cercando tanto i vini da vitigni internazionali che sono facili da riconoscere, quanto le gemme indigene.

E il mio lavoro consiste nel riconoscere i buoni affari e fornire a tutti quello che si vende meglio per costruire dei rapporti “win-win” o “win-wine” a lungo termine.

SE QUALCUNO VOLESSE INTRAPRENDERE LA TUA STRADA COSA GLI DIRESTI?

Gli direi che è un mondo bellissimo, che di sicuro regala emozioni e tante soddisfazioni, ma deve armarsi di pazienza e di essere pronto a lunghe attese. Bisogna essere molto professionali, alcuni mercati come quello giapponese sono sempre alla ricerca delle gemme, bisogna sapere tutto sui vini che vengono trattati, studiare ed aggiornarsi costantemente e come in tutte le cose non guasta essere “nel posto giusto al momento giusto”.

GRAZIE MILLE MIHAELA!!

Mercato del vino
@mihaelawineblog

Mihaela si muove tra produttori e compratori in un serpentone internazionale specialmente verso l’Asia, è bellissimo viaggiare insieme a lei in poche parole attraverso i gusti, le difficoltà e le aspettative su un certo paese o su una certa etichetta. Mihaela è una imprenditrice in costante crescita e professionalmente molto giovane, riprova del fatto che la passione può fare e motivare tanto anche nel già saturo settore vinicolo internazionale.

Si occupa principalmente di brokeraggio ma tiene anche corsi di avvicinamento al vino e degustazione e interessanti corsi per migliorare l’inglese tecnico in ambito “wine“.

Recentemente ha iniziato una collaborazione con “WINE JUMP”: “ Da gennaio 2020 la piattaforma sarà attiva in 7 paesi europei (IT FR DE SP BE NL DK) e permetterà ai winelovers di poter acquistare in completa libertà i vini direttamente dalle cantine. Per adesso il sito è aperto solo alle cantine per l’iscrizione e mi auguro che siano in tante a voler approfittare di questa opportunità.”

Una splendida opportunità quindi e speriamo di potervi parlare quanto prima e meglio di questa piattaforma che probabilmente, ci ‘avvicinerà’ ancora di più a più produttori. Virtualmente sì ma…solo fino all’arrivo della bottiglia!

Grazie mille Mihaela per aver illustrato brevemente la tua passione/professione poiché di questo si tratta, un connubio di entrambe le cose che creano un’energia bellissima e ottima per la negoziazione!.

4 pensieri riguardo “Il Wine Broker! La Professione e i Mercati con Mihaela Cojocaru

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