Vignaiole2.0, il nuovo Movimento Femminile Italiano a tutto “Wine”

Vignaiole2.0 in Tour

Ho avuto il grandissimo piacere di entrare in contatto con le fantastiche ragazze che formano il movimento ‘Vignaiole2.0’, un idea giovane di collaborazione, passione, perseveranza e che traspira unicità, energia e sicuramente una gran voglia di sfondare il mercato. Oltretutto buoni vini, belle etichette e tutto al femminile!

Tutto inizia a Maggio di quest’anno dopo l’evento promosso dall’Ais chiamato Sbarbatelle. Giunto alla sua 3 edizione, riunisce ogni anno in una meravigliosa location giovani gemme femminili dell’enologia under 35, produttrici e proprietarie di aziende vinicole italiane.

È qui che le energie di Claudia, Giulia, Diletta, Marika, Flavia, Veronica, Silvia e Noemi si incontrano. Inizialmente non succede nulla ma, poche settimane dopo la conclusione di #sbarbatelle2019, a tutte arriva un pacco da Claudia. Dentro questo pacco, che nessuna si aspettava di ricevere, c’era una maglietta del movimento con la scritta “#EstrattoSeccho a chi??” e il progetto del gruppo che Claudia voleva creare. Si trattava di Vignaiole2.0 . Un movimento femminile dinamico, formato da belle e grandi personalità, quasi scelte con la lente di ingrandimento da Claudia in mezzo alle tante giovani produttrici incontrate a Sbarbatelle; un movimento di cui sicuramente sentiremo parlare spesso nel mercato e nel mondo del vino. Abbiamo parlato principalmente con Claudia, proprietaria di cantina Benazzoli “portavoce” e fiamma di innesco di Vignaiole2.0 e quindi, lasciamo la parola a lei.

-CLAUDIA, COME NASCE IL MOVIMENTO / GRUPPO VIGNAIOLE 2.0?

Vignaiole 2.0 nasce perché siamo giovani, dinamiche e con tanta voglia di fare.

Siamo forti da sole e lo siamo ancora di più quando uniamo le nostre forze e quando le donne riescono a lavorare in squadra, raggiungono sempre dei risultati pazzeschi.

L’idea è partita a maggio 2019, di ritorno da “Sbarbatelle”. In quei giorni trascorsi assieme a giovani produttrici da tutta Italia abbiamo percepito energia allo stato puro e tanta voglia di raccontarsi.

Ognuna di noi parte dalle proprie radici ed ha la sua storia da raccontare.

Storie diverse ma in qualche modo intrecciate, ed è proprio questo filo conduttore che ci ha spinte ad unirci assieme in questa nuova avventura.

Ognuna di noi è diversa e porta un tocco personale all’interno della propria realtà, ma siamo tutte legate dalle stesse difficoltà, dagli stessi sogni, dalle stesse aspirazioni.

L’unione fa la forza, ed è proprio questo il motto di questo gruppo tutto al femminile.

-SOLO MARKETING O C’È QUALCHE OBIETTIVO CHE VA AL DI LÀ DEL FAR CONOSCERE I VOSTRI PRODOTTI?

E’ chiaro che lo scopo ultimo (anche se poco poetico) è quello di far conoscere i propri prodotti e il nostro territorio e catturare l’attenzione di potenziali clienti. Ma la cosa bella è di poterlo fare sostenendoci a vicenda scambiandoci contatti, dandoci consigli o più semplicemente confortandoci a vicenda.

-COME VEDETE LA COMUNICAZIONE DEL VINO TRA 50 ANNI?

Il mondo sta cambiando alla velocità della luce, nel mio piccolo vedo già una grandissima differenza nel mio modo di fare comunicazione da quando ho iniziato a tempo pieno questo lavoro (10 anni fa). I social stanno facendo la differenza, ma credo che prima o poi tutta questa condivisione porterà le persone a fare un passo indietro. Solo una cosa è certa, l’onestà e la trasparenza vinceranno sempre su tutto.

-COSA È CAMBIATO SECONDO ‘VIGNAIOLE2.0’ DA 50 ANNI FA?

In primo luogo abbiamo totalmente superato la difficoltà di raggiungere un gran numero di persone in pochissimo tempo. Ora le notizie si diffondono in maniera rapidissima, ma in questo modo si ha un controllo bassissimo su quello che viene trasmesso e condiviso dal popolo internauta. Rimpiango i rapporti umani che 50 anni fa si instauravano. Ora si lavora davanti ad uno schermo di un pc e la cosa un po’ mi spaventa.

-COSA FARANNO LE VIGNAIOLE 2.0 PER IL VINO? SI PRESUPPONE ANCHE UNA COMUNICAZIONE 2.0 O È SOLAMENTE UN PASSAGGIO GENERAZIONALE?

Cosa faranno le Vignaiole 2.0 per il vino? Sicuramente non cambieremo il mondo, ma vogliamo assolutamente far passare il concetto che “l’unione fa la forza”. Quante volte sento parlare di collaborazione, di darsi una mano, ma poi ognuno non si spinge oltre ai propri confini per paura di guadagnare meno dell’altro? A livello comunicativo siamo semplicemente noi, non dobbiamo inventarci nulla per piacere, vogliamo raccontarci per come siamo. Siamo delle ragazze che hanno preso le redini dell’azienda di famiglia e vogliono portare il loro essere donna all’interno del loro lavoro. Senza troppi fronzoli, semplicemente restando se stesse.

-AVETE PROGRAMMI PER FARVI CONOSCERE?

Questo gruppo è nato a luglio 2019, abbiamo avuto la vendemmia in mezzo e quindi siamo proprio agli inizi, ma il programma per i prossimi mesi è principalmente basato su queste cose:

– Portare i nostri vini in giro per l’Italia coinvolgendo ristoratori sensibili al nostro progetto (Sui loro social troverete tutte le date n.d.r.)

-Creare un portfolio di tutti i nostri vini per poter presentarci ai vari distributori/ristoratori come gruppo e non come singole.

-Coinvolgerci a vicenda negli eventi aziendali che ogni singola cantina ha in programma, ad esempio già lo scorso anno, durante una nostra Cena in Vigna, ho coinvolto Diletta con i suoi vini.

Movimento femminile Vignaiole2.0

Claudia è una persona determinata, ha coinvolto le altre sette vignaiole in un percorso che le porterà, io ci credo molto, a toccare l’apice del mercato di nicchia dei vini italiani e dell’emozionale. Una bellissima giovane Italia del Vino che sta crescendo, da Luglio ad oggi con passi da gigante. Andiamo quindi a conoscere una per una le 8 Vignaiole 2.0, presentazione in cui ognuna ha scelto un vino di sua produzione che la rispecchia.

Cantina Benazzoli

CLAUDIA BENAZZOLI “Cantina Benazzoli winery”.

L’azienda di Claudia si trova in Veneto e lei, classe 1983, per definirsi sceglie il suo GIAVA.

Rosso Verona IGT coltivato nei vigneti di Pastrengo è un blend bomba di Corvina 60%, Rondinella 30% e Merlot 10%. Già dall’etichetta, disegnata da un tatuatore, si evince la personalità di questo vino, un volto di ragazza che sembra si stia trasformando in tigre o forse, è solamente quello che ha dentro. Una personalità fortissima questo vino, unisce delicatezza e potenza di carattere. Un blend veramente notevole che identifica Claudia e la sua passione e determinazione.

Benazzoli Winery

GIULIA BENAZZOLI “Cantina Benazzoli winery”

Sorella determinata di Claudia, lavora attivamente alla produzione Benazzoli proprio come la sorella, dal canto suo dice di ‘prediligere il nero ma vivere una vita a colori‘! Non per niente, il vino che più la rappresenta è il DAFNE, un Bardolino DOC di un rosso rubino brillante, l’etichetta è di un volto di ragazza che questa volta, è avvolto come in un germoglio, come qualcosa che sta per nascere. Uve Corvina e Rondinella, raccolte a mano, pigiatura soffice e fermentazione in vasca di acciaio con macerazione della buccia per 5-6 giorni. Questo vino rispecchia Giulia poiché “non potrei identificarmi con altro vino. Amo la Corvina in tutte le sue sfaccettature ma in Dafne ritrovo equilibrio, purezza ed eleganza” senza dubbio aggettivi molto femminili e soprattutto genuini e freschi.

MARIKA SOCCI “Cantina Socci”

Marika si avvicina al mondo del vino di famiglia dopo un bel percorso come atleta di ginnastica ritmica. Tutt’ora si occupa di insegnare ginnastica oltre che produrre vini stupendi. Nelle Marche, precisamente a Castelpiano, Marika inizia ad avvicinarsi con diffidenza all’azienda paterna per poi esserne rapita e diventarne la colonna portante in pochi anni. L’abbiamo conosciuta al FIVI 2019 e la sua energia mi ha fatto immediatamente capire di essere di fronte ad una imprenditrice e ad un gruppo veramente “potente” a livello di personalità. Marika per descriversi, ci propone il suo “Marika” e conferma che questo vino la rappresenta poiché “è in continua evoluzione”. Per Marika la staticità è noia, intorpidimento e certo, lei e questo vino sono assolutamente in continua evoluzione. La bottiglia è molto femminile e sull’etichetta, un bellissimo disegno colorato astratto delle sue colline marchigiane. Tappo in vetro, come direi pochi nel mondo dell’enologia ma dona alla bottiglia una ulteriore bella femminilità.

Marika Socci Mercato vignaioli indipendenti

“Ottenuto con la CRIOESTRAZIONE selettiva. Avvalendoci di questa tecnica, che consiste nel congelamento del grappolo prima della pressatura, riusciamo ad ottenere l’estrazione di un mosto maggiormente ricco di zuccheri. Grazie a questa tecnica di vinificazione il Vino si presenterà con un bouquet più ampio e che andrà ad arricchire ulteriormente le caratteristiche organolettiche del Verdicchio. Il risultato è un vino di alta qualità in grado di evolversi nel tempo.” Proprio come Marika e come la sua capacità di adattarsi, cambiare e rapportarsi, col tempo che passa e con le cose che cambiano. 100% Verdicchio, solamente 3000 bottiglie prodotte, come la personalità di Marika non è da tutti. Tantissimi premi che sicuramente vanno di pari passo con le medaglie della produttrice negli anni passati. Grazie Marika per questo bellissimo vino.

Come nota mia, mi sento di aggiungere un vino di Marika veramente incredibile, il Bianca. Trovatelo e bevetelo, non dico altro, da sogno….

SILVIA ZUCCHI “Cantina Zucchi”

Mia compaesana o quasi, visto che siamo a pochi minuti di distanza, cresce in zona San Lorenzo/San Prospero, provincia di Modena. Ho parlato di alcune sue produzioni proprio QUI. Silvia è la tecnica e la passione fatta persona. Lei non ti parlerà di quantità di bottiglie o di target di fatturato, lei ti parlerà di vino, di vinificazione, di come ha raggiunto il comando dell’azienda nonostante sia giovane e donna. Un enologa veramente incredibile che è stata capace di portare sui miei social per la prima volta, un Lambrusco di Sorbara con metodo Charmat di cui, francamente, non ero un gran appassionato. Classe 1990 entra di petto in Vignaiole2.0 e mentre parla di questo movimento si percepisce una voglia di collaborare e di fare. Silvia non è riuscita a scegliere quale vino la rappresenti meglio

Io non ho potuto scegliere un vino perchè ogni singola bottiglia è come scegliere per un genitore un figlio, sono tutte le vendemmie una bellissima scoperta” Tuttavia, l’ho obbligata e alla fine ha scelto il RITO, un Sorbara in purezza DOP. Il primo che ha prodotto Silvia all’ingresso in azienda. Il colore chiarissimo e rosa di questo vino, mi fa pensare ad una ragazza proprio come Silvia, intriso di profumi e personalità. Una schiuma avvolgente e fragrante, un corpo morbido e aspro proprio come il vero Lambrusco. Quello che Silvia ricerca è l’autenticità nella sperimentazione e, da modenese, credo ci stia perfettamente riuscendo. Grazie Silvia!

Flavia Marazzi Winemaker

FLAVIA MARAZZI “Cantina Scuropasso”

Flavia viene dall’oltrepo’ Pavese, Pietra de Giorgi (Pavia) e il Pinot Nero è il suo pane quotidiano, la cantina presente dagli anni ’60 è arrivata a lei che spera di portare in azienda innovazione. È molto interessata al metodo di vinificazione “solo uva” (su cui ha basato anche la sua tesi di laurea) un progetto interessante che spera di mettere in atto nella sua cantina molto presto. I metodo Classico a base di Pinot Nero e i grandi Rossi di uva Croatina, nonché i riesling sono le creazioni del padre di Flavia da cui lei ogni giorno impara e, con la stessa voglia, insegna. Il vino che ha scelto e che parla di lei è il suo Roccapietra Metodo Classico Pinot Nero ‘Zero’ Pas Dosé.

Scuropasso Vini Pinot Nero

Roccapietra è l’unione dei nomi dei due comuni Rocca de’ Giorgi e Pietra de’ Giorgi storicamente vocati per il Pinot Nero. Questo in particolare viene da vigneti di 25 anni, di 4 anni più vecchi di Flavia. Una vendemmia manuale ed una pressatura dell’uva intera con separazione del mosto fiore. 60 mesi sui lieviti invecchiano questa bollicina con rotazioni annuali. Essendo un Pas Dosé e quindi senza aggiunta di liqueur d’expedition, il dosaggio zero di Flavia è particolarmente pregiato, denota senza dubbio una grande maestria della cantina e una splendida ricerca dei sapori autentici, senza aggiunte, una bolla integrale e vera. Rispecchia Flavia poiché: “Racchiude in sé la storia della mia famiglia. L’azienda è nata nel 1962 producendo Metodo Classico da Pinot Nero; le tradizioni della mia terra, un fortissimo legame con questo territorio e soprattutto perchè rappresenta in pieno la passione che condivido con mio padre”. Grazie mille Flavia!

Mercato Vignaioli indipendenti

NOEMI PIZZIGHELLA “Le Guaite di Noemi”

Noemi è una persona eccezionale. È cresciuta in mezzo alle vigne della Valpolicella di Mezzane di Sotto ed ha assorbito anni e anni di lavoro, osservato e certamente spiegato da chi prima di Lei. La sua età non rispecchia per nulla la sua personalità. Ti trovi di fronte una fragile ragazzina dai capelli lunghi e appena inizia a parlare, capisci che dentro di lei non c’è solo una grandissima passione, ma anche esperienza, determinazione, forza d’animo e voglia di fare. Ho voluto ritrarla in questa foto al F.I.V.I.poichè credo sia l’essenza della sua passione e del suo costante lavoro volto al miglioramento e alla diffusione dei sui prodotti.

Ho conosciuto un sacco di persone, anche non legate al vino, ma credo che Noemi sia una di quelle personalità che impatta in modo pazzesco in una conversazione. Una persona veramente speciale. Grandissima lavoratrice e nonostante tutto, trova il tempo per fermarsi a parlare con me, gestire i suoi social e la pagina aziendale, le vendite e la produzione di questi fantastici colossi della Valpolicella. Sa dove vuole andare e sa da dove è partita e questo, mi piace un sacco.

Tano Valpolicella Noemi Pizzighella

Tra Amarone, Valpolicella Superiore, Ripasso e Recioto, lei sceglie il Tano come vino che la rappresenta. Un IGT Rosso Veronese di grande forza e carattere ma che, nonostante tutto, appare fresco e morbido, per nulla aggressivo. Un blend di Corvina, Corvinone e Rondinella maturati in acciaio per 24 mesi, fanno di questo vino un perfetto compagno a mio avviso per pasti o anche solo per compagnia. Si beve bene, nella sua potenza resta facile e gustoso. Credo proprio che Noemi abbia scelto questo vino per questo. Una potenza ed una personalità mascherata, un po’ nascosta dal sentore di freschezza e giovinezza. Noemi complimenti! Sono certo che sentiremo molto parlare dei tuoi vini.

DILETTA TONELLO “Vini Tonello”

Diletta nasce sotto il segno del Durello, è la vignaiola Vicentina classe 1991. Porta sempre con sé alcune pietre della sua terra per farle toccare con mano e fare in modo che chi le provi, senta la fragranza del terroir del suo territorio che si rispecchia anche nelle sue elaborazioni. Lascio direttamente a Diletta la parola sulla sua terra e la presentazione di Cloe, il vino che la rappresenta di più.

La Durella, vitigno autoctono caratteristico per la sua spiccata acidità, cresce nel territorio dei Monti Lessini ( a cavallo tra Vicenza e Verona) dove trova un terreno vulcanico, straordinario per dare al vino mineralità e longevità.
Cloe, il vino che ho deciso di raccontare, è una Durella in versione ferma. Questo vitigno è vocato per la spumantizzazione in metodo classico, però io amo anche vinificarla in versione ferma, perché secondo me esprime a pieno il concetto di terroir vulcanico.
Cloe infatti era la titanessa/ninfa greca della terra coltivata, non ho scelto questo nome a caso, perché volevo che rappresentasse il mio territorio.

Vini Tonello

Questo vino infatti, che fa almeno un anno di sosta in vasca di cemento e un anno di sosta in bottiglia, si presenta ancora giovane.
I profumi sono quelli del vitigno, fiori bianchi, e del territorio, mineralità. E poi in bocca si esprime al pieno con al sua acidità che negli anni di affinamento ha smussato i suoi spigoli!
Che dire, adoro questo vino, non a caso mi chiamano #durellabella.”

Diletta fa anche una precisazione sul movimento Vignaiole 2.0 che mi è molto piaciuta e denota un attaccamento al giovane gruppo con una gran voglia di sviluppi futuri:

Devi capire che questo gruppo è molto importante per noi, è nato per la nostra volontà di creare qualcosa di davvero efficace e diverso.
Siamo tutte delle donne che il vino lo producono, quindi tutte siamo rappresentate dai nostri vini e i vini rispecchiano noi”.

Valpolicella producers

VERONICA TOMMASINI “Piccoli Wines”

Torniamo nella meravigliosa e ricca Valpolicella per dare spazio in ultimo, ma non certo per importanza, ad una cantina favolosa che produce da tre generazioni grandissimi vini Veneti tra cui il blend di 10 uve ‘Emblema’, un Rosso Veneto IGT veramente notevole e un rosato Brut di nome ‘Osé’ che è difficile dimenticare. Veronica nasce in mezzo a queste eccellenze e prende in mano la conduzione dell’azienda e, vi assicuro, che per parlare con lei bisogna prendere appuntamento. Una grande lavoratrice che sta benissimo dentro questo supergruppo, legata molto alla sua terra e alla sua azienda.

Come sai la nostra è una produzione di nicchia di sole 40.000 bottiglie totali dei Vini tipici della Valpolicella che vuole emergere per alta qualità.

Ciascun tipo di vino prodotto, ha una sua personalità che si rispecchia nel colore, profumo, sapore….

Personalmente, credo che il vino della nostra gamma che mi appartiene di più sia il Valpolicella Superiore ‘Rocolo’, colonna portante di Piccoli.

Vino di grande spessore, un’esplosione di frutta matura e spezie, ma allo stesso tempo elegante, strutturato, fine.

Anch’ io mi sono occupata della realizzazione di tutte le nostre etichette.

In etichetta vedrai le tre rose, che rappresentano le nostre 3 generazioni, la rosa da sempre è un simbolo ricorrente in viticoltura, ognuna con colori diversi, perché ognuna ha un suo percorso e una sua storia, che magari al prossimo nostro incontro ti racconterò”.

Il Vino che la rappresenta è un colosso della Valpolicella da invecchiamento, 7000 le bottiglie prodotte da uve di proprietà selezionate Corvina, Corvinone, Oseleta, Croatina e Molinara.

Appassimento delle uve per circa 20 giorni e dopo l’acciaio, la maturazione continua in botti di rovere francese da 5 a 30Hl. Un Valpolicella Superiore DOC che non ha bisogno di troppe parole.

Vorrei ringraziare tantissimo le 8 ragazze di Vignaiole2.0 che nonostante i loro impegni e le loro vigne da mandare avanti, hanno tutte trovato un momento per riunirsi in questa intervista e presentarsi. Le trovate su Facebook e Instagram (@Vignaiole2.0) e mi auguro che molti di voi vorranno seguirle e sostenerle poiché credo fermamente che siano i valori su cui puntare per una buona riuscita della comunicazione del vino italiano negli anni a venire.

Valori come la famiglia, l’appartenenza e l’amore per la propria terra, per la natura, valori come la volontà e la collaborazione escono vividamente da ogni parola di ognuna delle 8 ragazze. Valori di cui troviamo un riassunto concentrato in ogni calice di vino italiano che beviamo. Cosa meglio del nostro vino può riunire tutti questi valori? Brave Vignaiole, un movimento tutto italiano, tutto femminile e a “tutto Wine” che mi ha completamente convinto!

4 pensieri riguardo “Vignaiole2.0, il nuovo Movimento Femminile Italiano a tutto “Wine”

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