3 Sfumature di Lambrusco, Sorbara in purezza con Silvia Zucchi

Lambrusco fermentato in bottiglia “Cantina Zucchi” Modena

Da piccolo mi piaceva disegnare, colorare, inventare quelle sfumature a metà tra un colore e l’altro, tra un viaggio e l’altro. Passavo intere serate, magari guardando qualche film di cui ascoltavo giusto la trama, poiché disegnavo colorando per tutta la durata della storia. Proprio quello che è successo quando sono stato a trovare la carissima Silvia, proprietaria ed enologa di Cantina Zucchi. Di Silvia, visto che fa parte del bellissimo movimento Vignaiole2.0, parlerò molto presto in un contesto un po’ più ampio. Avendo però la sua azienda a 15 minuti da casa sono andato a trovarla e in un ora insieme, è successo quello che mi succedeva da piccolo, ho colorato tante sfumature ascoltando una bellissima storia, quella dei vini che Silvia mi ha fatto provare e che, anni e mesi prima ha pigiato, diraspato e fatto crescere con la pazienza e la perseveranza di chi è giovane e vuole distinguersi.

Un piacere ascoltare Silvia parlare della sua azienda, dei suoi progetti, di quello che ha apportato e ha passato, per entrare “di petto” nella conduzione della azienda paterna. Di come appare ora, una imprenditrice di tutto rispetto con idee chiare e progetti futuri, rispettosa dell’ambiente che ha ereditato e che vuole lasciare migliore alla generazione successiva.

Mentre chiacchieriamo, iniziamo a dipingere una bellissima tela di mille sfumature di Lambrusco di Sorbara e mentre uno dei suoi fantastici cani si accoccola accanto alla porta della sala vendite e degustazione, penso che chi ama la terra, gli animali e i colori, è una persona buona, serena, una persona rispettosa. I suoi Lambruschi mi hanno veramente colpito e quindi, iniziamo a colorare insieme la sera di lambrusco di Sorbara.

FERMENTATO IN BOTTIGLIA LAMBRUSCO DI SORBARA D.O.P. 2017 “INFONDO”

-Fermentato in bottiglia 100% Lambrusco di Sorbara DOP . Questo è a mio avviso il colore base, un rosso rubino tendente al rosa acceso e limpido. Silvia mi fa notare di come, essendo un 2017, ha un bel colore rosso rosato, si discosta parecchio invece dalla vendemmia 2018 (che lei non ha prodotto per scelta) che a suo avviso (e anche a mio ricordando i rifermentati Sorbara bevuti del 2018), è una annata molto scarica di colore e con Sorbara tendenti all’arancio. Questo vino fermentato nella stessa bottiglia aperta da Silvia, ha l’essenza del Sorbara.

Una vecchia metodologia l’ancestrale, iniziata dal nonno e poi abbandonata dal padre per quasi 30 anni per l’autoclave e poi, riprodotto con Silvia. La sua ricerca delle origini, dei vecchi sapori modenesi. Un’acidità bilanciata ma spiccata. Aromi al naso compressi ma molto nitidi, sembra che escano spigolosi ma tuttavia equilibrati. Sento molto la buccia della fragola e della ciliegia, un vino che non resta che bere. Temperatura perfetta di cantina, ha un perlage di quelli che amo, non troppo croccante ma fine, elegante e nello stesso tempo rustico. Mi riporta immediatamente alle parole bellissime che Silvia ha usato per il nonno, presente in una foto nella stanza, circondato da varie bottiglie di grandi Champagne e un Quintarelli del 2006, ovviamente vuote. Una sfumatura di sorbara meravigliosa, un colore base, un inizio di una storia, sapori di quando tutto deve ancora succedere, quel colore che ricorda tantissimo quei meravigliosi cieli che precedono gli spettacolari tramonti che si vedono dalla bassa modenese (Sorbara). Fantastico Fermentato in bottiglia.

LAMBRUSCO DI SORBARA D.O.P. 2019 “ETICHETTA BIANCA”

-Etichetta Bianca 100% lambrusco Sorbara . Quest’altro vino che apriamo è frutto del convenzionale Charmat per la produzione del lambrusco. C’è una cosa però che vale la pena dire: innanzitutto, tutte le uve selezionate per la produzione dell’Etichetta Bianca (oltretutto appena imbottigliato) “vengono vendemmiate a mano in cassette e sottoposte a criomacerazione per 12 ore e non avviene la fermentazione ma solo il contatto con le bucce“. Questo, per esaltarne i sapori e gli aromi che si riscontreranno poi potenti in bottiglia. La spumantizzazione, avviene nell’arco di 4 settimane in autoclave a temperatura controllata di 14/16 gradi.

Aprendo la bottiglia la prima cosa che mi colpisce è il bouquet prepotente di fragola e ciliegia prima ancora di versarlo nel bicchiere. Nella coppa, questo vino è una meravigliosa sfumatura rosa tendente ad un rosso rubino spento. Molto limpido e veramente notevole la bassa intensità del colore che però, dona al vino una lucentezza meravigliosa nella sua alta trasparenza.

Al naso è una bomba di frutta rossa, marasca, fragola. Ampio, potente e di grande complessità aromatica. Sembra quasi impossibile sia una evoluzione del fermentato in bottiglia provato prima, ma del resto, una volta ci si accontentava di cose buone e di carattere, oggi è necessario ricercare la finezza, la distinzione di aromi, il colore appena accentuato di una uva storica cresciuta assieme a me e Silvia in questi anni in questa terra. Sembra una boccata d’aria fresca. Un lavoro notevole svolto dall’uva e senza dubbio, dalla capacità di Silvia a cui hanno sicuramente giovato gli anni di studio a Conegliano bevendo bolle. Anche il perlage è molto pulito, fragrante, per nulla invasivo e da tutto pasto o meditazione. Un bellissimo Sorbara. Non per niente, l’unico Sorbara Charmat di cui abbia mai parlato nel mio blog o sui canali RossVini Wines.

METODO CLASSICO 100% LAMBRUSCO DI SORBARA D.O.P. 2016

-Zucchi Metodo Classico 100% Lambrusco di Sorbara. Qui si incontra già dalla bottiglia, più simile alle Champenoise francesi, una eleganza notevole. Una label pulitissima blu satén e la scritta Zucchi in leggero rilievo dorato. Silvia mi accompagna anche nella sua cantina fredda dove riposano i Metodo classico. Non me lo ha detto ma credo sia particolarmente fiera di questa bottiglia. Dalle influenze avute a Conegliano e la sua passione per “la France”, ho come l’impressione che sia uno dei suoi prodotti di punta. Stappando il Metodo Classico Zucchi, si ha effettivamente la sensazione di trovarsi di fronte ad un prodotto di tutto rispetto. Mi piacciono molto i Sorbara lavorati con metodo classico e questo di Silvia entra senza dubbio in gara con tanti altri anzi, probabilmente posizionandosi intorno alla posizione numero uno… .

Il colore che buttiamo sulla tela qui è un rosso acceso tendente all’arancio. Mi piacerebbe tantissimo definirlo con sfumature viola e arancio e infatti l’ho fatto. Bellissimo colore come il sole del tramonto subito dietro la spalla dell’argine del Secchia che scorre, in questi giorni anche piuttosto pieno, proprio dietro la tenuta Zucchi. Che bello questo colore e che bello questo vino che ogni volta che lo muovi si riempie di schiuma rosa. Una bolla morbida e croccante fino alla fine. Un aroma introspettivo di 26 mesi sui lieviti che ha avuto modo di evolvere in quello che è il ribes, la mora e il gran impatto della ciliegia e dell’erba verde. Si apre ad ogni sorso ed è veramente un piacere poter bere questo bellissimo ‘tramonto DOP sorbara’. Solo il mosto di grandissima qualità concorre alla formazione del Metodo Classico di Silvia, una selezione attentissima e un lavoro altrettanto minuzioso in vigna, rendono bene l’idea di che cosa possa essere la pazienza, le estati e gli inverni nelle lunghe pianure della zona di San Lorenzo-Sorbara. Breve Criomacerazione di 12 ore dopodiché questo mosto segue la fermentazione alcolica e malolattica e dopo i suddetti mesi, segue il dègorgement senza aggiunta di liqueur d’expédition.

Un incontro stupendo quello con Silvia che mi ha dedicato il tempo e la pazienza che si dedica alle matite colorate dei bambini sparse sul pavimento. Avevo letto tempo fa che fa bene, a volte, mettersi a colorare come si faceva da bambini, sul pavimento, coi colori attorno, senza necessità di dover disegnare qualcosa di concreto. Questo è quello che mi è successo oggi e ringrazio la professionalità e la grande determinazione di Silvia per aver portato in terre modenesi e, soprattutto a San Lorenzo, vicino al Cristo-Sorbara, qualcosa di più simile al vero, all’autentico, con la giovinezza e la perseveranza di chi ha ancora tanto tempo e tante possibilità di creare e colorare senza rincorrere enormi fatturati aziendali. Vini da provare integralmente questi di Silvia. Vini veri. Viaggi nelle nostre pianure degni di note. Non saranno le note di un Picasso, ma comunque noi, ce lo siamo gustato questo paesaggio di pianura.

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